si celebra la vittoria alla Targa Florio 1939


In Sicilia, nella corsa ideata da Vincenzo Florio, la Maserati Tipo 6CM si impose per ben tre volte, l’ultima delle quali nel 1939. Sono passati 80 anni da quel successo.


La Maserati Tipo 6CM è una monoposto progettata da Ernesto Maserati, costruita dalla casa del “tridente” fra il 1936 e il 1939. Spinta da un motore a sei cilindri in linea da 1.5 litri, erogava inizialmente una potenza massima di 155 cavalli, ma la scuderia crebbe poi a 175 cavalli, con l’arrivo delle 4 valvole per cilindro.

Questa vettura, con carrozzeria in alluminio, si impose con Luigi Villoresi alla Targa Florio del 1939, che quell’anno andò in scena sul Circuito del Parco della Favorita. La gloria dell’azienda modenese fu sigillata dal secondo e terzo posto di Piero Taruffi e Guido Franco Barbieri, anche loro sullo stesso modello. Per onorare quella tripletta tutta italiana, nell’ottantesimo anniversario del risultato siciliano, Maserati rende omaggio alla sua “vecchia” creatura, celebrandone il ricordo.

Con la Maserati Tipo 6CM, Villoresi guadagnò il successo palermitano coprendo i 40 giri della corsa, pari a 228 km, in 1h40’15”. Mise in cassa anche il giro più veloce della gara in 2’24″3, alla media di 141,908 km/h. Un risultato storico per il “tridente”, che confermò così una leadership già espressa con un dominio assoluto nelle due edizioni precedenti della corsa di don Vincenzo Florio.

La Maserati Tipo 6CM disponeva di un telaio evoluto, che costituiva un grande passo avanti rispetto al passato. La struttura di base era ancora quella dei longheroni paralleli, ma con sospensioni anteriori innovative, che davano un vero vantaggio sulle concorrenti inglesi e francesi. Le sospensioni erano con molle a barra di torsione applicate in modo da regolare la tensione della molla stessa in base alle caratteristiche del circuito.

Le forme tondeggianti dell’auto, le successive carenature sulle fiancate e la maggiore inclinazione del frontale davano evidenza dello studio aerodinamico condotto dai progettisti. Nel 1938 la Tipo 6CM riuscì a battere anche l’Alfetta durante il Gran Premio di Pescara. Questa vettura vanta un palmares luminoso e detiene il record del maggior numero di edizioni vinte alla Targa Florio: 1937, 1938 e 1939. Oggi, perfettamente ripristinata nella livrea originale, si trova a Modena e appartiene alla Collezione Panini. In essa si respira lo spirito della gara siciliana.

La Targa Florio, anche se tra il 1937 ed il 1940 andò in scena a Palermo, si disputava abitualmente sulle Madonie. Il confronto sportivo si distinse presto per la selettività e per il notevole impegno richiesto ai conduttori. Sicuramente è stata una delle corse più dure e affascinanti di tutti i tempi. Nonostante le disastrose condizioni in cui versavano le strade di quegli anni, simili a mulattiere interpoderali, la Targa Florio conquistò una invidiabile fama internazionale che l’ha fatta vivere fino ai nostri giorni.

A differenza delle gare su pista che, talvolta, potevano risultare noiose per la ripetitività del corto circuito, sulle arterie viarie isolane c’erano continui spunti di novità. Come dimenticare, ad esempio, le infinite insidie non memorizzabili, oppure l’enorme complicazione di doversi misurare con sfondi stradali sempre diversi, che modificavano continuamente il rapporto di aderenza dell’auto al manto di asfalto. Con in più l’aggravante della successione asfissiante di curve che costringeva il pilota ad interpretare, senza sbavature, una specie di danza massacrante.

Innumerevoli e praticamente impossibili da riportare gli episodi di grandi battaglie e di aspri confronti sulle strade madonite. Riduttivo sarebbe riferirne solo alcuni: il rischio è quello di far torto a tanti altri, pure meritevoli.


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Autore dell'articolo: admin