Seno «denso» e mammografia difficile da leggere: come stare tranquille?


Ho 4o anni e mi sono sottoposta alla mia prima mammografia. Tutto sembra nella norma e far un nuovo esame l’anno prossimo. Non ho per fatto una visita senologica e sono confusa riguardo al problema della densit del seno che, a quanto ho capito, implica che certi esami siano migliori di altri .Mi potete spiegare?

Risponde Paolo Veronesi, Direttore Senologia Chirurgica Istituto Europeo Oncologia Milano

Innanzitutto, brava: corretto eseguire la prima mammografia intorno ai 40 anni. Ogni anno in Italia sono circa 50mila i nuovi casi di cancro al seno: l’80% riguarda donne con pi di 50 anni, ma l’incidenza nelle 30-40enni in crescita ed sempre bene ricordare che una diagnosi precoce salva la vita. Scoprire una neoplasia quando di piccole dimensioni, senza metastasi, significa potersi curare con un intervento poco invasivo e avere grandi probabilit di guarigione completa, spesso anche senza chemio o radioterapia.

La mammografia non basta

Solitamente per la mammografia non sufficiente. Molto spesso, infatti, nelle giovani donne la densit del tessuto mammario tale da rendere questo esame non completamente affidabile. Questo perch nel seno denso c’ una minore quantit di tessuto adiposo e una maggiore di tessuto epiteliale e stromale (cio delle parti che costituiscono lo scheletro della mammella) e la componente ghiandolare prevale su quella adiposa,cosicch i raggi X vengono bloccati e non permettono di identificare differenze di radiopacit, ovvero di densit del tessuto. E un tumore normalmente pi denso del tessuto circostante e quindi pi radiopaco. Al contrario, quando la mammella prevalentemente adiposa, come accade solitamente dopo la menopausa, il tessuto trasparente ai raggi che passano senza difficolt e possono cos identificare anche una piccola radiopacit.

Ecografia mammaria e risonanza

Quindi per una corretta prevenzione, personalizzata in base al tipo di seno, sarebbe pi prudente mostrare l’esito della prima mammografia a un senologo (bench , in linea di massima anche il parere di un radiologo sia sufficiente), per capire se e come sia necessario integrare questo esame. Di regola viene eseguita un’ecografia mammaria che, al contrario della mammografia, molto efficente nella valutazione di mammelle ricche di ghiandola e povere di grasso e costituisce, quindi, un ottimo esame complementare, che tra l’altro non utilizza radiazioni ma solo ultrasuoni. La sensibilit dipende per molto dall’esperienza dell’operatore, per cui meglio rivolgersi a centri con vasta esperienza. Altro esame di secondo livello utile a completare il quadro, dopo mammografia ed ecografia, la risonanza magnetica. Un’indagine pi lunga e costosa che viene normalmente riservata a casi particolari: per dirimere dubbi, completare una diagnosi o nei controlli prescritti alle donne ad alto rischio genetico (che presentano cio mutazioni nel Dna che le espongono a maggiori probabilit di ammalarsi).

I limiti dello screening mammografico

Ritornando alla densit mammaria, diversi studi hanno evidenziato che questa condizione comporta anche un aumentato rischio di tumore, per cui in questi casi doppiamente indicata l’integrazione almeno con ecografia. D’altro canto bisogna ricordare, per quanto riguarda la mammografia tradizionale, che oggi la sua sensibilit aumentata grazie all’introduzione della tomosintesi, detta anche mammografia in 3D o tridimensionale. Con questa metodica, attraverso diverse proiezioni mammografiche, si riesce a visualizzare la mammella a strati, un po’ come con la Tac, in modo da identificare formazioni nodulari che possono sfuggire se proiettate su un unico piano. La densit della ghiandola mammaria anche uno dei limiti dello screening mammografico offerto solitamente alle donne dai 50 ai 69 anni. La maggior parte delle donne in questa fascia di et in menopausa e ha mammelle trasparenti, quindi la mammografia funziona molto bene. Ve ne sono alcune, per, che hanno ancora la mammella densa, magari perch assumono una terapia ormonale sostitutiva o per costituzione individuale. Le donne in questione riceveranno una lettera in cui scritto che la mammografia non evidenzia niente di sospetto, ma non si fa menzione del fatto che l’esame potrebbe essere poco significativo nell’individuare une lesione a causa della radiopacit. Per questo sempre meglio seguire un percorso di prevenzione personalizzato, che affianchi ai controlli strumentali anche la visita con un esperto.

29 agosto 2018 (modifica il 29 agosto 2018 | 18:03)

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Autore dell'articolo: admin