Sea Watch, Palazzo Chigi: “La giurisdizione appartiene all’Olanda”



La nave Sea Watch 3 con a bordo 47 migranti è ancorata al largo di Siracusa da giorni e lo stallo non sembra destinato a concludersi a breve. I tantissimi appelli continuano a venir ignorati dal governo di Giuseppe Conte e oggi Palazzo Chigi ha ribadito la propria posizione con una lunga nota che anticipa l’invio di una memoria davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che sta già analizzando il caso.

L’Italia ritiene che la giurisdizione, nel caso di specie, appartenga all’Olanda, in quanto paese di bandiera della nave che ha effettuato il salvataggio in acque internazionali. Pertanto domani l’Italia depositerà una memoria davanti alla Corte, con la quale farà valere la giurisdizione olandese, contestando la propria legittimazione passiva. In altri termini, affermerà che non è l’Italia a dover rispondere di questo caso, alla luce del diritto nazionale e internazionale.

Palazzo Chigi, sposando totalmente la linea di Matteo Salvini, sostiene che la Sea Watch 3 “in condizioni di mare mosso, anziché trovare riparo sulla costa tunisina distante circa 40 miglia, universalmente considerata porto sicuro, si è avventurata in una traversata di centinaia di miglia mettendo a rischio l’incolumità dei migranti a bordo“.

Il tentativo in Tunisia, in effetti, era stato fatto. Lo ha confermato oggi Giorgia Linardi, portavoce italiana della Ong Sea Watch: “Le autorità olandesi hanno chiesto alla Tunisia la possibilità di un riparo, ma né noi né le autorità olandesi abbiamo ricevuto risposta. Nei mesi scorsi ci è stato vietato l’ingresso in Tunisia anche solo per fare rifornimento, lasciandoci per 5 giorni in mezzo alla tempesta. Viste le condizioni, il comandante della nave ha preso la rotta meno vessatoria, quella a nord“.

Poco importa al governo gialloverde, che si dice pronto, nel caso in cui venga riconosciuta la giurisdizione olandese, a “offrire un corridoio umanitario al fine di consentire un trasferimento dei migranti verso l’Olanda“. La nota conferma che il governo italiano ha messo già a disposizione due motovedette della Guardia Costiera e una della Guardia di Finanza pronte ad intervenire nel caso in cui a bordo della Sea Watch serva assistenza:

Abbiamo già fornito e siamo disponibili a fornire generi di conforto e la necessaria assistenza sanitaria, fermo restando che al momento ci è stato comunicato che a bordo è presente un team medico di fiducia.

Rimane un quesito finale: l’obiettivo dell’azione della Sea Watch era salvare i naufraghi e offrire loro un pronto riparo nel primo porto sicuro (Tunisia) oppure creare un caso internazionale richiamando l’attenzione dei mass media?

Il governo di Giuseppe Conte, insomma, non ha nessuna intenzione di smuoversi da quella posizione. Se in passato aveva ceduto alle pressioni, nonostante la contrarietà del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, stavolta la linea del leader della Lega è quella adottata in pieno dall’esecutivo.




Link Ufficiale: http://www.blogo.it/rss

Autore dell'articolo: admin