Se soffro di artrite psoriasica corro il rischio di altre malattie?


sa8p22f1a-0020-k4gF-RcI4uMkdyNax4BPBlYFGC5L-590x445@Corriere-Web-SezioniDi artrite psoriasica soffrono circa centomila italiani, non è infettiva né contagiosa, ma da questa malattia infiammatoria cronica, che colpisce le articolazioni e compare generalmente fra i 30 e i 50 anni, non si può guarire. E chi convive con questa malattia ha maggiori probabilità di svilupparne altre ad essa collegate.
Studi scientifici hanno dimostrato che chi ha l’artrite psoriasica è più predisposto a sviluppare anche qualche altra malattia, tra cui l’uveite (un’infiammazione della porzione anteriore dell’occhio che si manifesta con rossore e dolore e riduzione dell’acuità visiva); malattie infiammatorie croniche intestinali (malattia di Crohn, rettocolite ulcerosa); aterosclerosi accelerata; malattie cardiovascolari e cerebrovascolari; sindrome metabolica; steatosi epatica (fegato grasso); diabete mellito; iperuricemia, che predispone alla comparsa di gotta; depressione e ansia.
Questo non significa che un paziente con artrite psoriasica svilupperà necessariamente anche queste altre malattie, ma soltanto che è un po’ più a rischio rispetto alle altre persone.

Che fare allora? Una volta confermata la diagnosi di artrite psoriasica un malato deve farsi seguire da un reumatologo ed effettuare tutti i controlli che prescrive. I controlli servono, infatti, per monitorare l’andamento della malattia, l’efficacia e i possibili effetti collaterali dei farmaci e anche per identificare precocemente le eventuali malattie che possono associarsi.
In generale, se compare un nuovo sintomo è bene rivolgersi al medico, che valuterà la situazione e, se serve, prescriverà gli accertamenti diagnostici opportuni.

Ma perché c’è un rischio più elevato di sviluppare le altre malattie? L’infiammazione cronica, che nell’artropatia psoriasica interessa la cute, le articolazioni e i punti che congiungono i tendini all’osso (entesi), si accompagna ad alcune patologie concomitanti. La più importante è rappresentata da un meccanismo di aterosclerosi accelerata che oggi viene interpretato come un effetto dell’infiammazione dipendente da alcune citochine, che sono le stesse sostanze che alimentano l’infiammazione oltre che nelle sedi descritte anche a livello della parete vascolare. Questo genera possibili problemi cardiovascolari che sono anche alimentati dall’aumento del peso corporeo che spesso questi pazienti presentano e da alcune anomalie metaboliche, come il diabete (anch’esso legato a cause infiammatorie).
La componente intestinale è verosimilmente conseguenza della alterazione dell’ambiente batterico intestinale (noto oggi come “microbioma”) che si pensa sia uno dei meccanismi scatenanti la malattia.


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Autore dell'articolo: admin