SBK, Bautista in orbita con il “missile” Ducati!


Il nuovo binomio Bautista-Ducati ha colpito duro al primo gong, dominando letteralmente nelle due classiche gare di 22 giri e anche nella nuova “gara sprint” di sole dieci tornate, poco più di un amen: un “uno-due-tre” così secco e feroce da togliere il fiato e stordire gli avversari rinverdendo sopite leggende e accendendo i cuori della passione Rossa.

SBK, Bautista in orbita con il “missile” Ducati!

Eravamo stati facili profeti, vista com’era finita sabato a Phillip Island Gara 1, nel dire che Alvaro Bautista con il nuovo “missile” V4 Ducati ipotecava le due gare domenicali considerando non utopia, anzi legittimo, anche il sogno del titolo mondiale 2019.

E’ vero, mai essere sicuri di qualcosa, nel motociclismo: sport di forti passioni, raffinate tecnologie, alti rischi. E’ vero, la strada è lunga e polverosa: il GP d’Australia è solo il primo dei tredici round iridati (di fatto 39 gare!) in programma quest’anno, in una girandola fatta apposta per creare illusioni e smentire pronostici.

Dice l’antico adagio: “Chi mena per primo mena due volte”. In questo caso, addirittura tre volte. Il nuovo binomio BautistaDucati ha colpito duro al primo gong, dominando letteralmente nelle due classiche gare di 22 giri e anche nella nuova “gara sprint” di sole dieci tornate, poco più di un amen: un “uno-due-tre” così secco e feroce da togliere il fiato e stordire gli avversari rinverdendo sopite leggende e accendendo i cuori della passione Rossa.

SBK, Bautista in orbita con il “missile” Ducati!

Bautista è corridore senza “grilli e coriandoli”, quasi sacrificato in una MotoGp di fenomeni e star dove però se non hai la “bomba” iper ufficiale fai il campionato di quelli mai inquadrati dalla tv, quindi fuori gioco. A ridosso dei 36 anni, il passaggio dalla classe regina al Wsbk su una moto tutta da scoprire, pareva l’ultimo atto prima del pensionamento agonistico.

Insomma, per Ducati, se non un cavallo spompato, un azzardo. Eppure Alvaro non è un “signor nessuno”: 277 gare disputate, un titolo mondiale in tasca, 16 gare vinte (adesso 19…), 49 podi, 18 pole, 23 giri veloci. E’ arrivato a Borgo Panigale dalla porta laterale, a disposizione per il nuovo progetto. La prima sfida è vinta.

Delle quattro Rosse, solo quella dello spagnolo trionfa, con distacchi abissali, mortificando la concorrenza, con i compagni di marca (Davies, Rinaldi, Laverty) con le orecchie basse, quasi increduli, sperduti. Bautista è pilota tecnico, attento a non sprecare motore e gomme, gira secco e pulito, poca scena poca strada, tempi bassi, tre gare sulla Rossa che vola anche grazie ai regolamenti da Luna park, tre gare vinte, senza storia. Anche Rea il cannibale manda giù il rospo, dopo averci provato, invano.

Bautista sa che non sarà sempre festa e che gli altri non dormono. La SBK, con l’uso di regolamenti funambolici, si è data una mossa per sparigliare le carte, ma la sostanza vera resta la stessa: i limiti strutturali sono quelli delle ultime stagioni. Lo strombazzato rientro in veste ufficiale di Case convinte… “a giorni alterni” di questa SBK non ha cambiato – almeno per ora – di un acca i valori in campo.

Sono per lo più le caratteristiche di Phillip Island e il particolare feeling con il tracciato australiano di questo o quel pilota a mettere pepe a una corsa finita con i distacchi dei tempi del motociclismo di Agostini. Sarà una questione BautistaRea, Ducati Kawasaki?

Il rischio è che si passi da un cannibale (Rea) ad un altro cannibale (Bautista), da una moto (Kawasaki) con una marcia in più a un missile (Ducati), essendo – parole di Bautista“una MotoGP che può andare anche in strada”. I regolamenti-farlocchi sono già lì con lacci e lacciuoli pronti a colpire la eventuale “lepre”, riportando indietro chi dopo tre gare dominasse e prendesse la fuga. E’ lo show, bellezza! Occhio a non esagerare. Il troppo stroppia.

http://www.motoblog.it/post/953558/sbk-phillip-island-la-musica-e-cambiata-assolo-di-bautista-ducati




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Autore dell'articolo: admin