Salvini: legittima difesa a marzo


salvini legittima difesa a marzo

Dopo il voto in Sardegna, che ha sancito il crollo di consensi del M5s, Matteo Salvini fa l’equilibrista. Se da un lato il ministro dell’Interno non vuole indebolire ulteriormente Luigi di Maio, la cui leadership è ora messa in discussione all’interno dello stesso Movimento, dall’altro Salvini non può rinunciare ai cavalli di battaglia della Lega, come la legittima difesa che, dice, non verrà rinviata e sarà legge entro un mese.

Anche per Salvini e la Lega in Sardegna sarebbe potuta andare meglio: il boom delle Regionali in Abruzzo di due settimane fa non si è ripetuto per il Carroccio (che ha comunque preso l’11,5%).

Ecco allora che con le elezioni in Basilicata alle porte e le Europee in vista, il leader leghista assicura che la legittima difesa, o meglio, il diritto alla legittima difesa, come lo chiama lui, sarà presto realtà: “È calendarizzata in aula alla Camera martedì prossimo e sarà legge entro marzo” ha detto il ministro ai giornalisti che gli chiedevano del rinvio dell’esame della proposta di legge di una settimana dopo lo stop di ieri a Montecitorio.

Salvini ha anche attaccato l’Associazione nazionale magistrati (Anm) che aveva auspicato un rinvio sine die della misura sulla quale crescono i dubbi di una decina di deputati 5 Stelle senza che questo si sia tradotto, almeno finora, in emendamenti di modifica: “Le dichiarazioni dell’Associazione Nazionale magistrati sono di una gravità assoluta, non spetta a un magistrato dire quale legge bisogna fare e non fare” ha detto Salvini.

Nuova legge legittima difesa, cosa contesta l’Anm

Secondo il presidente dell’Anm Francesco Minisci la revisione degli “articoli 52 (legittima difesa) e 55 (eccesso colposo) del codice penale mostra “gravi profili di incostituzionalità” dato che la riforma “fa differenza tra la legittima difesa e le altre scriminanti, che hanno invece tutte la stessa dignità”.

La legge sulla legittima difesa, spiegano i magistrati, prevede un’applicazione automatica della regola per la quale c’è “sempre” il diritto di difendersi in una situazione di “grave” turbamento. Secondo Minisci, esponente di Unicost, corrente di centro dell’Anm, la riforma “lancia il messaggio sbagliato, che se succede un fatto astrattamente riconducibile alla legittima difesa non si deve fare nessun accertamento, ma questo non è possibile perché se un soggetto muore il pm deve fare le indagini”. L’Aula della Camera esaminerà il ddl sulla legittima difesa il 5 marzo prossimo.




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Autore dell'articolo: admin