Salvini: La Cei l’ho chiamata io


Matteo Salvini interviene sulla ricollocazione dei migranti che erano a bordo della Diciotti: “La Cei l’ho chiamata io, non è che si siano chiamati da soli. Irlanda, Albania e vescovi sono stati contattati da noi. L’Europa per l’ennesima volta si è girata dall’altra parte ed ha fatto finta di niente. Ci siamo rivolti fuori dall’Europa, con l’Albania, ed abbiamo chiamato anche altri Paesi che potranno essere utili nei prossimi eventuali, spero di no, sbarchi”.

Il ministro dell’Interno ha poi proseguito: “Abbiamo chiamato la Chiesa cattolica perché a parole proclama accoglienza e generosità, si è fatta anche economicamente carico di queste persone”. I migranti eritrei soccorsi in mare dalla Nave della Guardia costiera italiana e collocati dalla Conferenza episcopale italiana nel centro “Mondo Migliore” a Rocca di Papa (Roma) intanto stanno raccontando di indicibili violenze e torture subite in lunghi mesi di prigionia in Libia, venduti da un gruppo all’altro fino a quando non sono stati messi sul barcone poi soccorso dalla Diciotti.

I migranti agli operatori del centro della Cei hanno parlato di anni di violenze in Libia, alcuni hanno raccontato di essere stati tenuti sotto terra in un magazzino. Durante la detenzione inoltre sono nati sedici bambini, tutti morti nel giro di quattro-cinque mesi. La Cei spiega che i migranti ospiti del centro, un centinaio in tutto, età media sotto i 30 anni, sono provati psicologicamente e malnutriti. Ieri a far loro visita la portavoce dell’Alto commissariato ONU per i rifugiati Carlotta Sami mentre alcune decine di militanti di Casapound hanno manifestato dietro uno striscione: “Rocca di Papa non è la soluzione. Rimpatrio immediato”.

Diciotti, Ue: senza consenso dei migranti niente ricollocazione in Albania

29 agosto 2018

Il caso della nave Diciotti continua a tenere banco in Europa. In merito all’accordo siglato tra Roma e Tirana, che si è detta disponibile ad accogliere venti dei migranti soccorsi dalla nave della Guardia costiera, è intervenuta la portavoce della Commissione europea. Natasha Bertaud ha rammentato che per ricollocare i migranti in Albania occorre ottenere il “consenso delle persone” interessate.

“Quando si tratta degli accordi tra uno Stato membro e un Paese terzo, per conoscere i dettagli bisogna rivolgersi a loro, in questo caso le autorità italiane. La legislazione europea si applica in questo caso come in altri. Ci sono più elementi da prendere in considerazione” appunto “il consenso delle persone e se sono o meno richiedenti asilo”.

La portavoce della Commissione ha poi spiegato che continuerà a seguire “da vicino” il caso. L’accordo tra Italia e Albania era stato siglato il 25 agosto, nelle ore in cui si cercava la quadra a livello europeo sulla destinazione dei migranti che si trovavano da giorni sulla Diciotti, attraccata al porto di Catania ma senza possibilità di sbraco. Oltre all’Albania, la disponibilità ad accogliere i migranti che erano a bordo della nave è stata data dalla Conferenza episcopale italiana (Cei) e dall’Irlanda.




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