“Salvini incompetente. Legge del mare superiore”


Il senatore espulso dal M5S proprio per il suo contrasto al Decreto Sicurezza di Salvini.

Il Comandante Gregorio De Falco tornerà in mare, forse già la prossima settimana, e non su un’imbarcazione qualsiasi, ma sulla Mare Jonio, ossia la nave della ONG Mediterranea, che è in polemica con il ministro dell’Interno Matteo Salvini. E proprio contro il titolare del Viminale il senatore, espulso dal MoVimento 5 Stelle a dicembre perché ritenuto un dissidente per la sua posizione contro il Decreto Sicurezza, non nasconde il suo disprezzo.

A Open, infatti, De Falco, che ora fa parte del gruppo misto, ha prima di tutto confermato che si unirà all’equipaggio della Mare Jonio, anche se mancano ancora i dettagli tecnici e operativi, e ha spiegato perché lo fa, dicendo:

“Questa decisione è coerente con la mia vita. Credo che questo momento ci sia bisogno di fare qualcosa di concreto. In realtà Mare Jonio deve essere concepita come qualcosa che va oltre la politica, qualcosa di trasversale. Che attiene alla civiltà. Abbiamo migliaia di anni di storia da difendere, anche con questi piccoli gesti”

A De Falco è stato ricordato che quando ha aderito al M5S, il capo politico Luigi Di Maio aveva già definito le Ong dei “taxi del mare”, ma il Comandante ha ribattuto:

“La definizione venne operata nel momento in cui fu ascoltato un procuratore della Repubblica che stava seguendo delle indagini riguardo l’operato delle Ong. Indagini che, nonostante il tempo, non hanno portato a nulla di concreto. Come abbiamo potuto constatare, le Ong esistono soltanto in quanto alla fine dell’operazione Mare Nostrum si è creata la necessità che qualcuno in mare ci fosse. Le Ong hanno sempre operato sotto il coordinamento della autorità preposte al soccorso marittimo, sia italiano che maltese. Che siano in mare è solo una conseguenza del fatto che non ci sono abbastanza risorse”

E per quanto riguarda gli sbarchi e il ministro dell’Interno Matteo Salvini, De Falco non si è risparmiato:

Al governo abbiamo un ministro incompetente. Incompetente nel senso istituzionale. La questione degli sbarchi è stata male affrontata: è stata confusa con quella dei migranti, ma sono due cose diverse, perché il naufrago approda, non chiede di entrare di per sé in un Paese. Prima bisogna farlo approdare, poi si capisce da dove arriva e come gestirlo. Se così non fosse si creerebbe solo morte. La legge del mare non coincide col regolamento Dublino III. Dublino III riguarda le migrazioni”

Il regolamento di Dublino è quello che prevede che il migrante chieda asilo nel Paese in cui approda. Secondo De Falco la legge del mare è superiore a qualunque legge statale, perché entra nel governo attraverso la costituzione” e non può essere abrogata, quindi lo Stato italiano è obbligato a far approdare i naufraghi e può solo fare scelte tecniche su come, dove e quando farlo sbarcare. Il Comandante ribadisce che qualsiasi persona si trovi in mare vada salvata, soccorsa e portata in sicurezza.

Gregorio De Falco sarà sulla Mare Jonio


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Autore dell'articolo: admin