Salvini: con Di Maio uniti su cose da fare


Matteo Salvini torna oggi a gettare acqua sul fuoco delle polemiche con l’alleato di governo Luigi Di Maio. Negli ultimi giorni gli scontri verbali tra i due vicepremier hanno riguardato il Congresso mondiale delle famiglie di Verona, che il M5s ha accusato di fanatismo, e il chi comanda nel governo, con Salvini che ha smentito di aver detto “qui comando io” perché chi comanda è il “contratto” di governo.

Anche Confindustria ha chiaramente spiegato che se le liti nella maggioranza devono diventare “strutturali” è meglio tornare alle urne. Sullo sfondo la questione della Tav – si fa, non si fa, boh – e dell’economia italiana che è al palo. Servirebbe uno shock positivo che l’avvio di grandi opere potrebbe favorire.

“Sulle cose da fare, con i 5 stelle siamo uniti e saldissimi” ha affermato il ministro dell’Interno a La Nuova Sardegna. Salvini è stato a Cagliari per un’iniziativa della Coldiretti. Le tensioni nel governo? “Sono solo chiacchiere, nei fatti si lavora e arrivano i primi risultati di spessore” ha detto fiducioso il vicepremier secondo cui gli allarmi di Confindustria e degli organismi internazionali di previsione sulle sorti dell’economia italiana saranno smentiti dai fatti.

Intanto le voci di un governo sempre più in bilico si rincorrono sulla stampa, da ultima arriva la previsione di Vittorio Feltri: il governo cadrà dopo le Europee, ormai Salvini e Di Maio si mal sopportano. Dice Feltri:

“La collaborazione tra Lega e M5S è durata fin troppo. Alla fine di maggio, dopo le elezioni europee, ci sarà la rottura. Vero che Salvini e Di Maio fingono di sopportarsi, ma è appunto una finta. In realtà non si reggono più. I motivi sono evidenti e direi palpabili. Gigino perde consensi a vista d’ occhio, il suo partito in meno di un anno è passato – sondaggi alla mano – dal 33% dei suffragi al 20. Tredici punti smarriti costituiscono una catastrofe. Al contrario i signorini del Carroccio sono saliti dal 17% a circa il 34. Una galoppata irresistibile che dimostra la superiorità netta della compagine di Matteo”

Ma Salvini, secondo Feltri, deve “stare attento” a una cosa:

“Il ministro dell’ Interno aspirerà legittimamente a ricoprire il ruolo di presidente del Consiglio. Ce la farà a raggiungere l’ obiettivo? Non è detto. Per coglierlo avrà bisogno di allearsi con Meloni e Berlusconi, altrimenti non avrebbe i numeri. Non è un problema ideologico, intendiamoci, ma aritmetico. Per reggere l’ esecutivo serve una maggioranza, e Salvini da solo, per quanto dominante, non disporrà nemmeno del 40%. E allora gli converrà coltivare da subito buoni rapporti col Cavaliere e Fratelli d’ Italia”

Ipotesi che Salvini ha più volte escluso, ma, si sa, in politica talvolta le cose possono cambiare alla velocità della luce.


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Autore dell'articolo: admin