Ripetere che la Tav ci costerà 20 miliardi non farà costare la Tav 20 miliardi 


Ripetere che la Tav ci costerà 20 miliardi non farà costare la Tav 20 miliardi 

 (Afp)


  Tav Torino Lione 




Se cerchiamo su Twitter “Tav 20 miliardi”, ci si accorge subito che il messaggio è passato. C’è chi vorrebbe che si spendessero per le scuole, chi per gli ospedali, chi per le forze dell’ordine. Peccato però che tutti i dati a disposizione dicono che la Tav all’Italia non costerà 20 miliardi di euro, ma 4,6. Eppure il governo insiste su questa cifra e, come racconta il Corriere della sera, si tratta di una strategia precisa volta a far passare il messaggio che il costo dell’opera è esorbitante e inutile, molto più di quanto non lo sia. 

“A ripeterle di continuo sembrano vere anche le bugie, figurarsi i numeri”, scrive il quotidiano di via Solferino.

“La Tav costa 20 miliardi” dice il ministro Toninelli. “Costa 20 miliardi” ripetono Di Maio e Bonafede. Ok, il Movimento 5 Stelle ha trovato il prezzo giusto per azzerare qualunque discussione e far passare l’alta velocità Torino-Lione come una ingiustizia ai danni dei contribuenti italiani, costretti a spendere una cifra abnorme. È una strategia di mercato, che infatti sta dando i suoi frutti.  Basta farsi un giro sui social orchestrati dalla Casaleggio&Associati per capire che quella somma deve diventare l’arma definitiva. Non è un semplice problema di Tav. È piuttosto la sensazione che ormai tutto, anche la realtà, possa essere piegato a piacimento per le proprie esigenze di sopravvivenza politica.

Eppure, come racconta il Corriere, la realtà è un’altra. E snocciola i numeri della Torino Lione, spiegando che il costo per l’Italia è di 4,6 miliardi, e che la quota italiana è “quasi completamente coperta con lo stanziamento deciso dalla Finanziaria del 2012”.

Sapere tutto: TAV, la verità dei fatti

Quanto ai desiderata dei cittadini che scrivono su Twitter, chiarisce il Corriere: “Potremmo spenderli per aggiustare strade e scuole, come sostiene Di Maio? No. In caso di sospensione dei lavori, i 2,5 miliardi già disponibili non possono essere dirottati su altri progetti, in quanto necessari per pagare la messa in sicurezza dei 25,5 chilometri di gallerie già realizzate, il ripristino delle aree di cantiere e la gestione dei contenziosi”.

 

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