revocata la libertà su cauzione


La sentenza è attesa per il 13 marzo.

Cardinale George Pell

Il cardinale George Pell, in attesa della sentenza prevista per il 13 marzo 2019, andrà in prigione, nella Assessment Prison di Melbourne. Lo ha deciso la County Court dello Stato di Victoria che gli ha revocato la libertà su cauzione dopo un’udienza pre-sentenza di condanna che ha visto i legali delle due parti presentare le proprie argomentazioni.

Pell, tesoriere e numero tre del Vaticano, lunedì scorso è stato dichiarato colpevole di violenza sessuale nei confronti due coristi tredicenni. Gli abusi sarebbero stati perpetrati nel 1996, quando lui era arcivescovo di Melbourne, dopo aver servito messa nella cattedrale di San Patrizio. È il più alto funzionario della Chiesa cattolica a essere condannato per pedofilia. Ora rischia 50 anni di carcere.

Lo scorso 11 dicembre, dopo due giorni di deliberazione, i 12 membri della County Court dello Stato di Victoria hanno deciso all’unanimità che Pell è colpevole, ma solo lunedì il verdetto è stato reso pubblico. Domani comincerà l’udienza di condanna. I difensori di Pell hanno già fatto sapere che in caso di condanna ricorreranno in appello e il cardinale, 77 anni, continua a dichiararsi innocente.

Intanto Mark Coleridge, arcivescovo di Brisbane, è indagato per aver maltrattato una donna di Canberra che aveva offerto informazioni su abusi a minori nella sua diocesi nel 2006. La donna sostiene di essere stata definita da Coleridge “una pettegola” e che l’arcivescovo abbia agito aggressivamente nei suoi confronti.

Coleridge era tra i prelati che hanno preso parte la settimana scorsa ai quattro giorni di incontri in Vaticano sulla protezione dei minori e ha parlato in termini di condanna della risposta della Chiesa alle denunce di abusi sessuali su minori. Quando si dice predicare bene e razzolare male. Ma intanto Coleridge respinge le accuse della donna.




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Autore dell'articolo: admin