“Renzi si ricandiderà per tornare Premier. Giglio magico? Periodo bellissimo”


L’ex ministro dello Sport resta fedelissimo a Matteo Renzi.

Luca Lotti e Matteo Renzi

Luca Lotti, da sempre un fedelissimo di Matteo Renzi, che proprio grazie alla vicinanza all’ex sindaco di Firenze ha fatto una carriera fulminea nel PD, ha rilasciato un’intervista a Repubblica nel corso della quale si è detto molto fiducioso sul futuro di Renzi:

“Renzi è un leader e lo sarà ancora. Penso che un giorno si giocherà le sue carte per tornare a Palazzo Chigi”

Lotti, che è stato ministro per lo Sport del governo PD, ha ricordato con nostalgia il periodo del Giglio magico, ossia la cerchia di fiorentini di fiducia attorno a Matteo Renzi, e ha detto:

“Era semplicemente un gruppo di persone che ha lavorato insieme e bene. È stato un periodo bellissimo. Non c’è una sola organizzazione in cui un capo, un leader non si circonda di persone preparate e di fiducia. Di Maio avrà le 5Stelle magiche e Zingaretti la Lupa magica, come è naturale. Il Giglio ci ha fatto perdere le elezioni? Ma dai, non esageriamo. Dieci persone non hanno questo potere. E anche la storia della conventicola dei toscani non regge. C’erano Delrio, Padoan, Guerini; tutti hanno contribuito alla formazione del governo Renzi e alle sue azioni”

Per quanto riguarda il nuovo segretario Nicola Zingaretti, Lotti ha commentato:

“Non salgo sul carro di Zingaretti. Lo spingerò, come facevo prima. Adesso tutti, renziani o non renziani, dobbiamo cercare di cogliere il segnale di unità che arriva dalle primarie. Ma io rivendico con orgoglio tutto quello che abbiamo fatto quando nel Pd guidavamo noi. La grande scommessa di Zingaretti è capire che il Pd ha bisogno di tante leadership. Ha più frecce e le deve usare tutte. Per non ripetere il tragico errore del vecchio centrosinistra soffocato dai personalismi. Anche per questo noi siamo e resteremo nel PD”

Lotti ha anche detto di non avere paura delle correnti nel partito e che spera che Zingaretti apra il PD come ha promesso in Assemblea:

“Aprirsi al mondo esterno, che non vuol dire portare la sede nazionale in periferia. Significa dialogare con le associazioni, con i comitati, con tutto quello che è fuori dal Pd. Noi vorremmo lavorare a un’area di pensiero che dovrà essere in tutta Italia, con un gruppo dirigente che si impegnerà sull’idea riformista che abbiamo portato avanti in questi anni”

Inoltre Lotti ha parlato del rapporto che il governo Renzi aveva con Denis Verdini, ex Forza Italia, e ha detto:

“È stato un errore demonizzare ‘il mostro Verdini’. Ha votato le unioni civili, il Jobs act, gli 80 euro, ha votato il reddito di inclusione, il più grosso strumento di lotta alla povertà mai messo in campo. Verdini lo ha votato e la De Petris no. La scommessa non era su Verdini ma sull’allargamento dell’area moderata per tentare di frenare la deriva di destra e populista che stava arrivando. Detto questo però mettiamo un punto: il voto di Verdini non è mai stato determinante. Se così fosse stato sarebbe caduto l’esecutivo. E poi ci criticavano quelli che avevano fatto il governo con Berlusconi”


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Autore dell'articolo: admin