Referendum Romania | Tutela della famiglia tradizionale


Referendum Romania

I cittadini della Romania sono chiamati oggi al voto per quello che può essere a tutti gli effetti un primo passo verso le unioni civili o addirittura il matrimonio egualitario. Due giorni di voto per chiedere alla popolazione l’autorizzazione a cambiare la Costituzione e ridefinire il concetto di famiglia e di matrimonio.

Ad oggi, infatti, la Costituzione della Romania stabilisce nell’articolo 48 che la famiglia è “fondata sul matrimonio liberamente contratto dagli sposi“. Nessun riferimento, quindi al genere dei contraenti, ma quello che viene questo ai cittadini romeni in questi due giorni è una modifica di quella frase, che in caso di vittoria del sì diventerebbe “fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna”, chiudendo di fatto la strada nel prossimo futuro ai diritti LGBT in quel senso.

Il referendum arriva dopo una lunga compagna di iniziativa popolare promossa dalla Coalizione per la Famiglia, Coaliția pentru Familie, che nel 2015 era riuscita a raccogliere più di 3 milioni di firme su un totale di poco meno di 19 milione di cittadini. E gran parte dei gruppi politici si sono espressi a favore di questo cambiamento, a cominciare dal Partito Social Democratico, quello dell’attuale Primo Ministro Viorica Dăncilă e del suo predecessore Mihai Fifor.

Il referendum è stato appoggiato anche dalla Chiesa Ortodossa Romena, che tra i fedeli conta circa l’85% della popolazione della Romania.

I cittadini avranno due giorni per votare, sabato 6 e domenica 7 ottobre 2018. I risultati saranno diffusi nelle ore successive alla chiusura dei seggi, forse già nelle prime ore di lunedì 8 ottobre.




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Autore dell'articolo: admin