Ratzinger ha dovuto precisare il suo pensiero sull’atteggiamento dei cattolici verso gli ebrei


Ratzinger ha dovuto precisare il suo pensiero sull'atteggiamento dei cattolici verso gli ebrei



Quella dei cattolici verso gli ebrei non deve essere un atteggiamento di “missione” ma di “dialogo”. Lo precisa Benedetto XVI in una “correzione” inviata alla rivista cattolica tedesca “Herder Korrespondenz” relativa ad un articolo firmato dal teologo di Wuppertal, Michael Bohnke, che nel numero di settembre della testata aveva commentato il pensiero del Papa emerito riguardo il rapporto tra ebrei e cristiani.

Ebraismo e cristianesimo – chiarisce Benedetto XVI che con la sua precisazione testimonia le buone condizioni di salute – sono “due modi di interpretare le Scritture”. Per i cristiani, le promesse fatte a Israele sono la speranza della Chiesa e “chi ci si attiene non sta assolutamente mettendo in discussione i fondamenti del dialogo ebraico-cristiano”.

Le accuse contenute nell’articolo – prosegue – sono “stupidaggini grottesche e non hanno nulla a che vedere con quanto ho detto in merito. Per questo respingo il suo articolo come un’insinuazione assolutamente falsa”. 

Nell’articolo su Communio, ricorda Vatican News, nato come approfondimento di un nuovo Documento pubblicato nel 2015 dalla Commissione della Santa Sede per i rapporti religiosi con l’ebraismo, si legge al paragrafo sei: “E’ facile capire che la cosiddetta ‘missione rivolta agli ebrei’ è una questione molto spinosa e sensibile per gli ebrei, poiché, ai loro occhi, riguarda l’esistenza stessa del popolo ebraico. Anche per i cristiani è un tema delicato, poiché considerano di fondamentale importanza il ruolo salvifico universale di Gesù Cristo e la conseguente missione universale della Chiesa”.

“La Chiesa deve dunque comprendere l’evangelizzazione rivolta agli ebrei, che credono nell’unico Dio, in maniera diversa rispetto a quella diretta a coloro che appartengono ad altre religioni o hanno altre visioni del mondo. Ciò significa concretamente che la Chiesa cattolica non conduce né incoraggia alcuna missione istituzionale rivolta specificamente agli ebrei. Fermo restando questo rifiuto -per principio- di una missione istituzionale diretta agli ebrei, i cristiani sono chiamati a rendere testimonianza della loro fede in Gesù Cristo anche davanti agli ebrei; devono farlo però con umiltà e sensibilità, riconoscendo che gli ebrei sono portatori della Parola di Dio e tenendo presente la grande tragedia della Shoah”.

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