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Beppe Grillo torna in Rai dopo tanti anni di ostracismo: il comico genovese, che tra l’altro è anche uno dei fondatori del Movimento 5 Stelle, sarà protagonista questa sera dello show “C’è Grillo”, che sarà trasmesso in prima serata su Rai 2. La notizia non aveva incontrato già il favore dell’opposizione, poiché vista come una sorta di conflitto d’interessi per il leader carismatico di uno dei due partiti di maggioranza, ma oggi la polemica sta assumendo altri contorni per via del compenso ufficiale. Viale Mazzini, infatti, pagherà a Grillo qualcosa come 30mila euro per alcuni spezzoni dei suoi spettacoli che andranno in onda sulla TV di stato.

La Rai ha subito chiarito che “così come per tutti i programmi simili, viene versato il dovuto per la cessione in licenza dei diritti di diffusione televisiva”. Ovviamente, la spiegazione non è sufficiente per l’opposizione, visto che la trasmissione è ideata dal nuovo direttore di rete, Carlo Freccero (in quota M5S). Particolarmente infervorato il Partito Democratico, che con il deputato Roberto Morassut attacca: “Ricordo a Grillo che 30mila euro è lo stipendio annuo lordo di un impiegato comunale. Lui lo prende in una botta sola perché è un capo politico. Tria deve spiegare”.

Gli fa eco Davide Faraone, capogruppo del PD in Commissione Vigilanza: “Presenterò un’interrogazione in Vigilanza Rai e chiederò di poter fare un accesso agli atti per verificare quanto scrivono organi di stampa in riferimento al presunto compenso. Pensare – continua – che i soldi del servizio pubblico siano utilizzati per pagare quello che ormai è a tutti gli effetti un leader politico mi sembra folle”. “Questa vicenda – prosegue – potrebbe anche essere diversa: potrebbe infatti essere tutto pensato per poter consentire a Beppe Grillo di fare il bel gesto, con una bella dichiarazione in cui rinuncia al compenso”.

Salvini: “Grillo dia i soldi in beneficenza”

Prendono le difese di Freccero e della scelta di mandare in onda uno show su Grillo in prima serata i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Renzi. “Freccero – argomenta il ministro del Lavoro – sta lanciando un programma che sia chiama “C’è…”, e stasera c’è Grillo poi ad esempio ci sarà Celentano. Ma Grillo non ha firmato alcun contratto con la Rai”. Il titolare del Viminale, invece, auspica: “Sono sicuro che quei 30mila euro li darà in beneficenza. Anche perché non ne ha bisogno”.




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Autore dell'articolo: admin