Radiomica, la nuova medicina che ci aiuterà a combattere i tumori


La parola “radiomica” dice poco o niente a un pubblico generale, ma ormai presente in circa il 50 per cento dei lavori scientifici pubblicati sulle riviste di radiologia (e non solo). Questa nuova medicina “-omica” (chiamata cos per analogia, ad esempio, con la gen-omica, che si occupa del rapporto fra geni e malattie) promette di avere un grandissimo impatto, nel prossimo futuro, sulla cura di molte patologie, tumori innanzitutto. Conviene allora capire che cos’, partendo da una prima considerazione: la radiomica ha a che fare con tutti quegli esami cui la maggior parte dei pazienti si sottopone: radiografie, tomografie computerizzate, Pet, risonanze magnetiche e via dicendo. Tutte indagini che vanno sotto il nome di diagnostica per immagini.

Algoritmi

Quando un radiologo legge e interpreta uno di questi esami, per esempio nel caso di un tumore, pu vedere, con il suo occhio, alcune alterazioni, pu fare una diagnosi e magari ipotizzare una terapia, per esempio una radioterapia dice Massimo Bellomi, direttore della Divisione di Radiologia all’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano. Ma ci sono moltissime altre informazioni, sottostanti queste immagini, che sfuggono all’occhio umano, ma che possono essere analizzate grazie ad algoritmi matematici e raccontare cos i “segreti pi nascosti” di un tumore. Perch in fondo un’immagine fatta da un insieme di numeri che possono essere facilmente analizzati. 

Big data e intelligenza artificiale

Ecco allora quale il futuro di questa disciplina che si avvale dei Big data e dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo quello di raccogliere tutti i dati che derivano dalle indagini di imaging di ogni singolo paziente, di metterli in correlazione con altri esami che lo riguardano (per esempio la biopsia del tumore o le analisi genetiche delle cellule neoplastiche) e di tutti i suoi parametri conosciuti (che vanno dall’et agli stili di vita, dalle condizioni socioeconomiche alla presenza di altre malattie). E di osservare poi come questi dati possono condizionare l’effetto delle terapie o predire l’evoluzione della malattia. E’ questo il compito dell’intelligenza artificiale. Siamo agli inizi. 

Ieo

L’Istituto Europeo di Oncologia a Milano ha inaugurato, da poco pi di un anno, questa nuova era con un centro di Radiomica, il primo in Italia e uno dei pochi in Europa e nel mondo e ha appena ospitato un convegno intitolato Radiomica per la persona. Siamo un team multidisciplinare che coinvolge radiologi , fisici, ingegneri, biostatistici e radioterapisti – aggiunge Bellomo. – E abbiamo promosso due dottorati di ricerca in questa disciplina, unici in Europa. L’Ieo collabora con una decina di centri nel mondo nelle sue ricerche : prima fra tutte l’Universit di Maastricht, in Olanda, da cui partita l’idea della radiomica , ma anche l’MD Anderson Cancer Center di Houston negli Stati Uniti e l’Universit a Londra. 

Radioterapia antitumorale

Perch al momento siamo ancora in una fase di ricerca. Ma a quando le ricadute cliniche? Alcune sembrerebbero vicine, altre pi lontane. Il primo passo, quello di capire se un tumore sensibile o meno alla radioterapia. La radioterapia si basa sulla precisione delle immagini radiologiche – spiega Barbara Jereczek, direttore della Divisione di Radioterapia dell’Ieo – E gi siamo a un livello altissimo della personalizzazione dei piani di cura mirati sulla lesione, ma la radiomica ci permette ora di conoscere la radiosensibilit della singola lesione tumorale e, quindi, di calibrare la terapia in modo da erogare la dose giusta per il paziente che stiamo trattando. E questa un’opportunit che sta arrivando nella pratica clinica.  

Metastasi

Il secondo quello di analizzare le metastasi che possono avere caratteristiche diverse anche nello stesso paziente: un obiettivo non troppo lontano. In questo caso la radiomica ci pu aiutare a capire quali sono le caratteristiche delle metastasi, che possono avere caratteristiche diverse anche in un singolo paziente, senza ricorrere alla biopsia e come aggredirle – commenta Bellomo. Anche perch non possiamo sempre fare una biopsia di ogni singola metastasi. 

Tumore alla prostata

Mettiamo che un paziente abbia un tumore alla prostata, con le sue caratteristiche specifiche e debba scegliere fra chirurgia, radioterapia, terapia farmacologica o aspettare di vedere cosa succede, il watch and wait .  Ecco: dall’analisi di tutti i dati di migliaia di pazienti la radiomica potr, in futuro, predire la cura migliore di fronte a ogni singolo caso clinico, con le sue caratteristiche specifiche. E’ l’ultimo traguardo della “medicina di precisione”

12 marzo 2019 (modifica il 12 marzo 2019 | 11:08)

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Autore dell'articolo: admin