Quo Vado? su Canale 5, trama e recensione del film con Checco Zalone


Canale 5 stasera propone “Quo vado?”, film commedia del 2016 diretto da Gennaro Nunziante e interpretato da Checco Zalone, Eleonora Giovanardi, Sonia Bergamasco, Maurizio Micheli: Peppino e Ninni Bruschetta.



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Cast e personaggi

Checco Zalone: Checco Zalone (se stesso)

Eleonora Giovanardi: Valeria Nobili

Sonia Bergamasco: dottoressa Sironi

Ludovica Modugno: Caterina, madre di Checco

Maurizio Micheli: Peppino, padre di Checco

Ninni Bruschetta: ministro Magnu

Sebastian Duccio: un ricercatore

Paolo Pierobon: ricercatore scientifico

Lino Banfi: senatore Nicola Binetto

Azzurra Martino: Penelope, la fidanzata di Checco

Lilia Perno : suocera di Checco

Diego Verdegiglio: segretario dottoressa Sironi

Francesco Cassano: compagno di squadra

Oliviero Corbetta: Presidente

 

Trama e recensione

 

“Quo vado?” racconta la storia di Checco, un ragazzo che ha realizzato tutti i sogni della sua vita. Voleva vivere con i suoi genitori evitando così una costosa indipendenza e c’è riuscito, voleva essere eternamente fidanzato senza mai affrontare le responsabilità di un matrimonio con relativi figli e ce l’ha fatta, ma soprattutto, sognava da sempre un lavoro sicuro ed è riuscito a ottenere il massimo: un posto fisso nell’ufficio provinciale caccia e pesca. Con questa meravigliosa leggerezza Checco affronta una vita che fa invidia a tutti. Un giorno però tutto cambia. Il governo vara la riforma della pubblica amministrazione che decreta il taglio delle province. Convocato al ministero dalla spietata dirigente Sironi, Checco è messo di fronte a una scelta difficile: lasciare il posto fisso o essere trasferito lontano da casa. Per Checco il posto fisso è sacro e pur di mantenerlo accetta il trasferimento. Per metterlo nelle condizioni di dimettersi, la dottoressa Sironi lo fa girovagare in diverse località italiane a ricoprire i ruoli più improbabili e pericolosi ma Checco resiste eroicamente a tutto. La Sironi esausta rincara la dose e lo trasferisce al Polo Nord, in una base scientifica italiana col compito di difendere i ricercatori dall’attacco degli orsi polari. Proprio quando è sul punto di abbandonare il suo amato posto fisso, Checco conosce Valeria, una ricercatrice che studia gli animali in via d’estinzione e s’innamora perdutamente di lei. Inizia così un’avventura fantastica nella quale Checco scoprirà un nuovo mondo, aprendo la sua piccola esistenza a orizzonti lontanissimi.

 

 

 

Curiosità

  • Quarto film con protagonista Checco Zalone dopo Cado dalle nubi, Che bella giornata e Sole a catinelle.
  • Quo Vado? è stato prodotto da Medusa Film e Taodue e ha fruito di un budget di oltre 10 milioni di euro.
  • Il film è stato girato in Puglia (Conversano), Sardegna (Genoni), Calabria, Lampedusa, Val di Susa e Villa Fogliano (Latina) e Norvegia (Bergen e Ny-Ålesund, presso la Base artica Dirigibile Italia del Consiglio nazionale delle Ricerche).
  • In poco più di un mese e mezzo nelle sale, “Quo Vado?” ha incassato oltre 65 milioni (65,3) di euro, sfiorando il primato di Avatar di 65.7 milioni e battendo il numero di spettatori del precedente “Sole a catinelle” (8 milioni circa) con oltre 9 milioni di spettatori.
  • Con 52 milioni di euro d’incasso registrati al 21 gennaio 2016, “Quo Vado?” supera il precedente primato stabilito da “Sole a catinelle”, diventando il secondo film con il più alto incasso di sempre in Italia.
  • Il film ha visto un Nastro d’argento al Miglior produttore (Pietro Valsecchi) e un Ciak d’oro alla Migliore attrice non protagonista (Sonia Bergamasco).

Note di regia

 

In Italia, negli anni sessanta, per contrastare l’avanzata del comunismo si assumevano migliaia di statali. Gli impiegati pubblici hanno salvato la democrazia nel nostro Paese. Immaginate quanti uomini e donne che avevano un talento l’hanno dovuto sacrificare per quella che si definiva “la sicurezza”, il posto fisso. Non c’era genitore che, a un figlio con qualità artistiche, non lo consigliasse-costringesse a un più sereno pubblico incarico con stipendio sicuro. Stesso destino lo subisce l’imprenditore che, dal doversi inventare qualcosa di valido per il mercato, riceve fondi statali che annientano la sua creatività, la deriva del “made in Italy”. Il nostro Paese subisce in quegli anni un capovolgimento psicologico, si passa dai concetti futuristico-fascisti di coraggio e intraprendenza, anche troppa, al senso rasserenante impiegatizio democristiano che accompagnerà tutto il corso della prima repubblica, un profilo sociale che arriva fino al nostro contemporaneo segnandolo ancora e profondamente. Sì perché, svegliarsi da quel torpore durato oltre cinquant’anni non è così facile. L’attuale mondo del lavoro mostra le sue fredde complessità a un Paese che fa ancora richiesta di modelli assistenzialistici. Specchio delle difficoltà di concepire il nuovo senso di occupazione si avverte in frasi tipo “mio figlio è stato costretto ad andare a lavorare all’estero”.

In quel “costretto” si annida tutta l’impossibile comprensione del presente. Stessa cosa vale per gli imprenditori, “lo Stato faccia qualcosa” invece che la ricerca d’invenzioni e creatività interessanti. “Quo Vado?” parte da tutto questo. È il racconto di un tempo in bilico tra certezza e incertezza, dove Checco, figlio di quella mentalità assistenzialista, deve “provarsi a vivere”. A tendere una mano a Checco è Valeria, una giovane ricercatrice che studia il surriscaldamento del pianeta e il suo effetto sugli animali. Ad animare la vita di Valeria è il tentativo di salvare il mondo da mutamenti irreversibili che mettono a repentaglio la sua stessa sopravvivenza, ad animare Checco è l’ottusa ricerca di salvare il suo posto fisso. Checco non ha ancora capito che il posto fisso si sta estinguendo proprio come quegli animali che Valeria cerca disperatamente di salvare. Inizia per Checco un nuovo tempo che gli fa richiesta di coraggio, di determinazione, di partecipazione, a lui che è stato sempre e solo interessato al suo piccolo microcosmo fatto da ufficio, casa dei genitori, piccolo paese dove vive. Per Checco è giunto il tempo di aprirsi al mondo, di ospitare grandi ideali, di concepire un senso comunitario della vita, e Checco, per amore di Valeria, accetta di far parte del nuovo tempo. Abbiamo voluto chiamare questo nuovo tempo della vita di Checco “Tempo dell’educazione”. Checco ha compreso che la civiltà, da sola, serve a poco se non si accompagna all’educazione. L’educazione è la porta d’ingresso a un futuro carico di meravigliosa eternità.  [Gennaro Nunziante]

 

 

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Autore dell'articolo: admin