Quindici anni per cancellare le tracce dell’inferno dal monte degli olivi


Quindici anni per cancellare le tracce dell'inferno dal monte degli olivi

 Foto: vigilidelfuoco.it 


  Rogo nel pisano, incendio Monte Serra




Mille ettari tra bosco e oliveti andati in fumo, centinaia le persone che ancora devono rientrare in casa, Canadair e elicotteri in azione dalle prime luci dell’alba dall’alto, mentre da terra, solo i vigili del fuoco hanno schierato sui fronti di fuoco 118 persone che operano con oltre 40 automezzi di spegnimento.

A tre giorni dal terribile incendio che ha devastato il Monte Serra e alcune aree limitrofe il vento comincia ad allentare la presa e a far pensare che il picco dell’emergenza sia superato, grazie anche al massacrante lavoro affrontato da centinaia di persone, nel tentativo di arginare lingue di fuoco che in alcuni casi sono arrivate a 30 metri di altezza.

Cinque i sospettati

Sul fronte dell’inchiesta, la Procura – che indaga per incendio doloso – avrebbe individuato cinque sospettati. Secondo quanto si apprende, si tratterebbe di cinque persone già conosciute dalle forze dell’ordine e sulle quali gli investigatori starebbero concentrando le loro attenzioni. Sul campo riscontri investigativi hanno anche consentito di scoprire il luogo da cui sarebbe partito l’incendio: si tratta di una zona molto vicina al punto da dove, alcuni giorni prima del rogo di lunedì, era partito un analogo incendio, fortunatamente domato senza che provocasse grandi danni. I carabinieri della forestale hanno acquisito le immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona dove sono stati trovati gli inneschi e da cui potrebbero emergere elementi importanti per le indagini.

Mille ettari di bosco e olivi secolari

“Da una prima ricognizione la stima della superficie bruciata è di circa 1000 ettari. In questo momento sono ancora attivi due fronti di fuoco, verso Vicopisano e Buti” ha detto il presidente della Regione Enrico Rossi, stamani nuovamente sul posto per seguire direttamente le operazioni che impegnano la protezione civile regionale, i vigili del fuoco, i volontari.

Case sono andate in fiamme a poca distanza dalla splendida Certosa di Calci.

Sul fronte politico arriva l’invito a inasprire le pene per i piromani ma occorre vedere “se poi i magistrati le vogliono applicare” afferma il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio a Rainews24, “Il problema grosso è sempre prenderli. Quando appiccano incendi di questo tipo lo fanno di notte, quando è difficile individuarli”.

“Sul posto – ha segnalato Centinaio – abbiamo un problema grandissimo: l’area boschiva in fumo è composta da ulivi centenari che producono olio di prima qualità”. Occorre capire “alla fine di questo dramma” come lavorare per “dare un ristoro agli agricoltori”.

Quindici anni per cancellare le tracce dell'inferno dal monte degli olivi

Quindici anni per rimettere le cose a posto

Per l’opera di bonifica e risanamento, secondo Coldiretti, ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi andati a fuoco con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo. Circa diecimila piante di ulivo anche secolari – calcola Coldiretti – sono stati distrutte dall’incendio: i danni solo per l’agricoltura sono stimati in 6 milioni di euro.

La Camera di commercio di Pisa, d’intesa con le associazioni di categoria del territorio, mette a disposizione delle imprese danneggiate dall’incendio nel Pisano 100 mila euro per gli interventi di bonifica e ripristino.

“Nei prossimi giorni, sentiti anche i Comuni e gli enti competenti, definiremo le regole per accedere alle risorse, che saranno le più semplici e snelle possibili”, annuncia il presidente dell’ente camerale, Valter Tamburin.

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