“Questo governo è un palloncino, può scoppiare all’improvviso”


L’ex Premier ha scritto al Foglio in risposta allo scrittore Umberto Contarello.

Matteo Renzi governo è un palloncino

Il Foglio oggi pubblica una lettera di Matteo Renzi che risponde a un’altra lettera pubblicata ieri dallo stesso giornale e firmata da Umberto Contarello, noto scrittore e sceneggiatore (che ultimamente collabora soprattutto con Paolo Sorrentino). Ebbene Contarello ieri aveva coniato il neologismo “vuotanza” che unisce “speranza” e “vuoto”. Lo scrittore, in riferimento alla parabola politica di Renzi, ha scritto:

“Non è una parola maestosa, non è il ‘vuoto di una grande speranza’, non c’è enfasi nella vuotanza, non c’è melodramma né tragedia, non c’è scomparsa, non c’è addio, non c’è nemmeno la nostalgia per un biglietto d’aereo mai usato. Te la definisco così: ‘quel sentimento provocato da qualcosa che doveva succedere e che non è successa'”

Renzi, rispondendo a Contarello, gli dà ragione sul fatto che ci sia tanta opposizione “acquattata nel silenzioso sentire delle perone per bene” e aggiunge:

Scandalizzarsi per questo governo non va ancora di moda. Certo, un giorno ci ritroveremo a pensare quanto sia clamoroso che in Italia ci si scandalizzi solo se a ciò espressamente autorizzati dal pensiero unico. I costituzionalisti gridavano contro l’abolizione del Cnel ma nelle ore dello svuotamento del Parlamento erano – evidentemente – tutti a fare i regali di Natale. I sindacati che facevano sciopero generale contro tutte le nostre manovre espansive devono essere ancora in settimana bianca. I professori che manifestavano contro la Buona scuola oggi tacciono davanti ai tagli sull’alternanza scuola lavoro, sull’unità di missione dell’edilizia scolastica, sugli insegnanti di sostegno. In Italia sembra che scandalizzarsi sia consentito solo se va di moda. La protesta va bene solo se è à la page. Manca poco, però. Caro Umberto, manca poco alla fine dell’incantesimo

Poi, dopo aver criticato quelli che hanno fatto cadere lui, passa a criticare l’attuale governo giallo-verde:

Questo governo è un palloncino che sembra irraggiungibile ma può scoppiare all’improvviso. Tutta la loro maldestra arroganza, tutta la loro tracotante mediocrità non può reggere. Perché la realtà è implacabile, prima o poi ti presenta il conto. E già sono evidenti a occhio nudo le crepe dell’edificio gialloverde. Ma oggi nel tuo cuore, e non solo nel tuo, alberga la vuotanza. Manca la speranza, mancano leader in grado di incarnarla. Ed è vero: questa opposizione ha bisogno di politici che sappiano ritrovare la forza, il gusto di dire io. E io che faccio? Oggi dico io in modo diverso. Combatto una battaglia culturale, non solo con il documentario su Firenze ma con l’insistenza colpo su colpo nel complicato mondo dei social, nel dialogo con i ragazzi più giovani, nei discorsi in Parlamento. Dico io forte e chiaro ma gioco una partita diversa da quella che tanti si aspetterebbero. Non faccio falli di reazione contro chi mi ha scalciato da dietro”

Renzi poi torna a parlare di quello che ha fatto il suo governo, che, secondo lui, ha dato una scossa al Paese, lo ha tolto dalla recessione e prima o poi questo merito sarà riconosciuto. Insiste sul fatto che contro gli “sciacalli” (termine che usa sempre in riferimento a Salvini) e ai “prestanome” (qui il riferimento è Di Maio), serve una battaglia culturale.

Renzi si paragona a Ulisse che cerca di tornare a Itaca, dicendosi convinto che ci riuscirà, ma serve tempo, perché “oggi precipitare il nostro viaggio significherebbe soltanto non partire proprio” e dice anche di avere entusiasmo e libertà per poter portare questo viaggio fino in fondo.




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Autore dell'articolo: admin