Quanto può vivere un malato di tumore con metastasi?


Statistiche alla mano nel 2017 in Italia sono stati diagnosticati poco pi di 369mila nuovi casi di tumore maligno e oltre 3 milioni e 300mila cittadini vivono dopo il cancro. La mortalit in calo, le guarigioni in aumento, cos come il numero di pazienti che (grazie ai successi delle terapie) riescono a convivere anche molti anni con la neoplasia, trasformandola in una malattia cronica.Quando la malattia non pi guaribile, quello che malati e familiari inevitabilmente chiedono :Quanto resta da vivere? Un quesito a cui impossibile dare una risposta univoca.Il tempo rimanente dipende da molti fattori differenti quali: il tipo di malattia oncologica, la sua estensione, i trattamenti precedentemente effettuati e la risposta che si riusciti ad ottenere spiega Giordano Beretta, responsabile dell’Unit operativa di Oncologia medica di Humanitas Gavazzeni e presidente eletto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom).

Pochi mesi o diversi anni: non c’ una risposta valida per tutti

In pratica, esistono alcuni tumori per cui la sopravvivenza in fase metastatica pu essere nell’ordine di grandezza di alcuni anni. il caso, ad esempio una neoplasia prostatica scarsamente aggressiva con metastasi ossee asintomatiche – chiarisce Beretta – o un tumore della mammella ormono-sensibile (cio che presenta recettori ormonali e pu quindi essere trattato con l’ormonoterapia) in assenza di metastasi encefaliche o cerebrali. Purtroppo, esistono anche patologie oncologiche in cui la sopravvivenza limitata a pochi mesi, quali i tumori del polmone o del pancreas in fase metastatica. Ovviamente, non essendo i tumori una malattia omogenea, anche all’interno di questi gruppi possono esistere tumori prostatici e mammari con sopravvivenze brevi e tumori polmonari o (pi raramente) pancreatici con sopravvivenze pi lunghe.

Come si pu definire la prognosi?

Sono importanti le caratteristiche biologiche della malattia – continua l’esperto -. Il grado di differenziazione e il Ki67 possono esprimere l’ aggressivit, la presenza o l’assenza di particolari mutazioni possono essere impiegate come bersaglio per un trattamento o segnalare la non possibilit di rispondere a un altro. L’espressione di particolari recettori pu avere sia un significato di definizione dell’aggressivit sia essere un bersaglio per i trattamenti. Non in tutti i tumori ci sono dati cos dettagliati da consentire una caratterizzazione raffinata, ma l’evoluzione verso questo tipo di approccio sempre maggiore.Poi, naturalmente, devono essere disponibili trattamenti efficaci per quel particolare tumore. E, anche in questo caso, molto dipende dalla risposta del singolo malato alle cure. Importante anche in quale fase della malattia sia il paziente: pur trattandosi sempre di malattie non guaribili, un paziente avr una sopravvivenza maggiore se stiamo valutandone la prognosi durante una prima linea di terapia e minore se la stessa domanda ce la poniamo quando ha gi effettuato tutte le terapie attive disponibili. 

possibile che le metastasi spariscano?

In alcuni casi le lesioni metastatiche possono rispondere cos bene ad un trattamento al punto da non essere pi evidenziabili con i normali esami – spiega Beretta -. Questo il pi delle volte non rappresenta una scomparsa definitiva della malattia, ma sono descritti casi in cui la risposta completa (cio la scomparsa delle lesioni metastatiche) si mantiene per un tempo cos lungo da poter ipotizzare la loro reale scomparsa.

Si pu guarire anche da un cancro metastatico?

Si – dice l’esperto -. Anche se questa non l’evenienza pi comune ci sono comunque tumori, (ad esempio quello del testicolo) in cui la possibilit di completa scomparsa della malattia, anche in fase metastatica, addirittura pi probabile della morte. Ovviamente stiamo in questi casi parlando di pazienti che presentano una risposta cos buona al trattamento da osservare la sparizione di tutte le lesioni metastatiche. In altri casi la guarigione pu avvenire dopo che un trattamento sistemico abbia ridotto di molto la malattia, con l’impiego di chirurgia o terapie locoregionali. Ad esempio, una metastasi epatica o polmonare che ha origine da un tumore del colon pu consentire una guarigione in circa il 30% dei pazienti che abbiano avuto la possibilit, legata il pi delle volte alla risposta ad un precedente trattamento, di sottoporsi a un intervento di resezione. Ovviamente questa possibilit deve essere attentamente valutata nell’ambito di un gruppo multidisciplinare perch un’operazione non indicata potrebbe essere inutile o addirittura dannosa.

Si pu vivere bene anche con una malattia in questo stadio?

Si – conclude Beretta – anche in un paziente in cui siano stati esauriti tutti i trattamenti efficaci si pu mantenere una buona qualit della vita utilizzando correttamente le terapie palliative, cio quelle terapie che consentono il controllo dei sintomi e il miglioramento della qualit della vita. La terapia dei sintomi deve rappresentare il filo conduttore della storia di un paziente con malattia metastatica. Arriva infatti un momento in cui insistere con trattamenti specifici per il tumore privo di significato e dannoso per la qualit della vita del paziente e, in questa situazione, bisogna imparare a evitare trattamenti che hanno il solo scopo di “tentare il tutto per tutto” solo per non rimproverarsi di non aver provato, sapendo gi che il beneficio per il paziente sarebbe stato nullo e che rappresenta quindi un “accanimento terapeutico”. In questa fase piuttosto che cercare a tutti i costi di aggiungere giorni in pi occorrerebbe aggiungere qualit ai giorni rimasti.

21 agosto 2018 (modifica il 22 agosto 2018 | 11:28)

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Autore dell'articolo: admin