Quante facce è in grado di riconoscere il nostro cervello?


Ciascun essere umano mantiene relazioni pi o meno strette con un numero di altre persone oscillante in media tra 100 e 250, ma, come per tante altre sue funzioni, il cervello ha potenzialit di archiviazione decisamente superiori. Una ricerca inglese ha infatti dimostrato che normalmente ogni individuo in grado di riconoscere circa 5000 facce, se si considerano sia quelle appartenenti a chi conosciuto di persona, sia quelle relative invece a persone famose, le cui facce pi o meno tutti conoscono. I risultati di questo studio, realizzato su 25 studenti dell’Universit di Glasgow, in Scozia, sono stati pubblicati sulla rivista Proceeding B della Royal Society.

La capacit mnemonica

Per arrivare a individuare questa abilit del cervello di riconoscere pi o meno 5000 facce, il professor Rob Jenkins del Department of Psychology dell’University of York e i suoi collaboratori dell’University of Aberdeen, in Scozia, hanno dovuto mettere a punto una sofisticata e ingegnosa strategia di ricerca, basata in parte su una concreta rilevazione, in parte su una estrapolazione di dati. Come potrebbe infatti un individuo effettuare un completa disamina di tutte le facce delle persone che sarebbe in grado di riconoscere? Ed poi da tenere presente anche il fatto che comunque riconoscere un viso non vuol dire necessariamente essere anche in grado di ricordare il nome di quella persona. In questa ricerca quindi l’obiettivo era solo quello di valutare quale fosse la “capacit” mnemonica media per le facce del cervello umano.

Lo studio

Lo studio stato realizzato separatamente per le facce delle persone conosciute direttamente e per quelle delle persone famose. Per il primo compito, i ricercatori hanno preparato per ogni partecipante una dettagliatissima scheda di supporto mnemonico con 14 colonne: familiari, amici dei familiari, amici propri, familiari dei propri amici, compagni di scuola e docenti, vicini di casa, etc. Le colonne dovevano essere riempite a strati, procedendo per sviluppo temporale della propria vita. Un compito decisamente impossibile da portare a termine, e qui il colpo di ingegno dei ricercatori: hanno salvato il procedere del lavoro di ogni partecipante ogni 5 minuti, rilevando il tasso di avanzamento e registrando quindi anche come, man mano che l’esperimento procedeva, il numero delle facce ricordate tendeva a diminuire, seguendo un pattern lineare. Cos, allo scadere dell’ora di rilevazione, hanno fermato i partecipanti, anche per non trasformare la ricerca in una tortura psicologica. A quel punto hanno effettuato una proiezione su come sarebbe proceduto il lavoro di richiamare alla memoria le facce conosciute fino al momento in cui il tasso di ricordo sarebbe sceso a zero. Un sistema pi o meno simile stato utilizzato per le facce famose, anche se in questo caso era stato anche preparato una sorta di database visivo di facce per facilitare il lavoro di richiamo alla memoria e riconoscimento.

L’abilit di riconoscere le persone un’evoluzione

Tanto spiegamento di forze ha un razionale da un punto di vista sia neuroscientifico, sia antropologico. Infatti, come spiegano gli autori della ricerca, per gran parte della storia umana i gruppi sociali sono stati piccoli e molto dispersi. Un sistema cambiato radicalmente nei secoli recenti. Il rapido aumento della densit della popolazione comporta un cambiamento nella richiesta della nostra abilit nell’identificare le persone che conosciamo – le facce familiari – da quelle delle persone che non conosciamo – le facce che non ci sono familiari. La ricerca cognitiva sulla percezione delle facce aveva gi rivelato importanti differenze su come vengono processate le facce familiari e quelle non familiari. Eppure fino a oggi nessuno aveva cercato di stabilire quante facce una persona conosce. In qualche modo, crediamo che fosse una omissione alquanto sconcertante.

16 ottobre 2018 (modifica il 17 ottobre 2018 | 09:57)

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Autore dell'articolo: admin