Quando è davvero il caso di prendere aspirina per prevenire ictus e infarti?


Ho 65 anni (altezza 155 cm, peso 76 kg), soffro di sindrome metabolica. Assumo Telmisartan e Nebivololo per l’ipertensione, due capsule di ipolipemizzanti omega 3 e fibrati per ridurre il colesterolo e colecalciferolo per l’osteoporosi. Dato che sono una donna e non ho mai avuto ictus o infarto, utile che assuma aspirina 75 mg al giorno, come mi suggerisce il medico curante, per prevenire ictus e infarto?

Risponde
Niccol Marchionni
Ordinario Geriatria Univ. Firenze; Dir. Dipartimento Cardiotoracovascolare, AOU Careggi, Firenze

Con queste informazioni il suo profilo di rischio cardiovascolare non pu essere accuratamente calcolato, perch servirebbe anche sapere se fuma, qual la concentrazione del colesterolo totale nel sangue e se con la terapia attuale i valori della pressione arteriosa sono ben controllati (quindi, inferiori a 130/85 mmHg), oppure mal controllati (con pressione massima anche al di sopra di 140 mmHg). Alla sua et, il rischio di eventi coronarici a dieci anni calcolato con il sistema SCORE (Systematic Coronary Risk Estimation) in Paesi, come il nostro, a media incidenza di eventi cardiovascolari, pu variare nel sesso femminile dall’1 per cento (se non si fuma, la pressione arteriosa massima entro 120 mmHg e il colesterolo totale inferiore a 150-160 mg/dl) al 10-14 per cento in presenza di fumo, pressione massima superiore a 160 mmHg e colesterolo totale superiore a 250 mg/dl.

Rischio basso e medio alto

Nel primo caso (basso rischio), non c’ indicazione ad assumere aspirina in prevenzione primaria (termine con cui si intende l’adozione di interventi in grado di ridurre le probabilit di insorgenza di una malattia); nel secondo caso (rischio medio-alto) invece, il trattamento potrebbe essere indicato. Quando prescrive un farmaco, il medico deve fare un’attenta valutazione del rapporto tra beneficio e rischio. Da un lato, deve tener conto di quanto si riduce il rischio di eventi che il farmaco in grado di prevenire ma, dall’altro, deve considerare quanti eventi – di diversa natura – potrebbero verificarsi come effetto collaterale dello stesso farmaco (ad esempio, nel caso dell’aspirina, emorragie del tratto gastro-intestinale, ma anche emorragie intracraniche). Il primo dato fa riferimento al numero di soggetti che statisticamente necessario trattare per evitare un infarto o un ictus: quanto pi basso questo numero, tanto maggiore la efficienza del trattamento e dunque, pi robusta l’indicazione alla sua prescrizione.

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Valutazione degli effetti collaterali

Per chiarire: se nella categoria ad alto rischio (quella, ad esempio, di soggetti che hanno gi avuto un infarto miocardico: prevenzione secondaria) sufficiente trattare cronicamente con aspirina solo 22 pazienti per evitare un nuovo infarto, in quella a basso rischio necessario trattarne quindici volte di pi (circa 330) per ottenere, sempre statisticamente lo stesso beneficio. Ma, come gi accennato, il secondo dato che il medico deve considerare il numero di soggetti che con quel trattamento potrebbero subire un effetto collaterale: nel caso dell’aspirina, dobbiamo aspettarci un episodio di sanguinamento maggiore ogni 1.250 pazienti per ciascun anno di terapia. quindi chiaro che somministrare aspirina in prevenzione primaria a soggetti a basso rischio cardiovascolare molto discutibile: il beneficio del trattamento relativamente ridotto,contro un rischio non marginale di eventi avversi.

Dieta e attivit fisica

Dunque, visto che il suo rischio cardiovascolare piuttosto basso, prima di pensare all’aspirina dovrebbe seguire prescrizioni virtuose di trattamento non farmacologico: si metta a dieta e aumenti l’attivit fisica quotidiana, camminando a passo veloce per almeno 45 minuti tutti i giorni, per ridurre il peso corporeo eccessivo e allontanare cos lo spettro del diabete, contribuendo anche a ridurre pressione arteriosa, colesterolo Ldl (quello cattivo) e trigliceridi. Sono provvedimenti che hanno un’efficacia probabilmente superiore a quella di qualunque farmaco nel ridurre il rischio cardiovascolare. Va inoltre ricordato che, al di l dell’effetto positivo sul rischio cardiovascolare, limitare le calorie con la dieta per evitare sovrappeso e obesit, svolgere attivit fisica regolare, e seguire un regime alimentare mediterraneo (con almeno cinque porzioni al giorno di verdura e frutta), riduce enormemente la probabilit di incontrare altri cattivi compagni di strada del processo di invecchiamento, quali perdita di memoria e disturbi cognitivi fino alla demenza.

26 dicembre 2018 (modifica il 26 dicembre 2018 | 19:19)

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