Qualcosa non torna nell’attacco al mercatino di Natale di Strasburgo


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PATRICK HERTZOG / AFP
 


 Un agente francese presidia il teatro dell’attacco al mercatino di Natale di Strasburgo




Un bilancio delle vittime che oscilla diverse ore dopo l’attacco, una strana rapina e un attentatore che il ministero dell’Interno francese dipinge com e un criminale comune. Ci sono diversi aspetti poco chiari nell’attacco di martedì sera al mercatino di Natale di Strasburg. Abbiamo provato a fare chiarezza con Carlo Biffani, esperto di sicurezza.

Partiamo dall’attentatore, di cui la polizia ha tardato a diffondere il cognome…

La prima domanda da porsi riguarda il fatto che possa aver agito da solo oppure insieme a qualche suo complice. Ci è stato raccontato dalle autorità di polizia francesi che era già attenzionato e che il suo status era quello di un radicalizzato pericoloso, ma non si capisce quale sia stata la genesi delle investigazioni e della azione di polizia che avrebbe portato al tentativo di arresto effettuato la mattina di martedì e andato a vuoto, così come non si comprende se l’idea di attaccare il mercatino di Natale di Strasburgo nasca come vendetta per il tentativo di catturarlo o faccia parte invece di un piano, di un progetto autonomo pianificato da tempo, che prevedeva un attacco di questo tipo.

Cossa ha di diverso questo attacco dagli altri?

In genere di fronte ad azioni strutturate e pianificate nel dettaglio, difficilmente il componente o i componenti del gruppo di assalto si espongono al rischio di essere individuati e catturati prima dell’azione, mettendosi a fare, ad esempio, una rapina. Da questo che sappiamo la polizia è arrivata all’attentatore proprio indagando su una rapina: sarà davvero molto importante al fine di chiarire lo scenario, comprendere quale sia stata la successione degli eventi e delle azioni nei giorni immediatamente precedenti l’attacco.

Il fatto che sia ancora in libertà è preoccupante. E’ in fuga o prepara antri attacchi?

Pensiamo all’attacco contro la redazione di Charlie Hebdo: in quel caso l’assalto al giornale satirico fu soltanto l’inizio di una situazione tattica che i terroristi furono molto abili nello sfruttare completamente a loro favore, tenendo la scena e l’attenzione dei media per quasi due giorni. Quella di martedì sera potrebbe quindi essere solo un pezzo della storia drammatica che si dipanerà in queste ore.

Qualcuno però lo sta aiutando…

Probabilmente gode di una rete di contatti capace di favorire in qualche misura la fuga in queste ore convulse e non bisogna dimenticare che più tempo passa dal momento nel quale l’azione si è svolta e la cattura del ricercato e più ampio è il margine di manovra e di organizzazione della fuga. Ci è stato raccontato che il terrorista sarebbe rimasto ferito e sarebbe interessante capire quale potrebbe essere l’entità delle ferite riportate così da capire se sia stato costretto a trovare subito soccorso e si troverebbe quindi ancora nella zona rossa, oppure se, trattandosi di ferite lievi, sia comunque stato in grado di allontanarsi quanto più possibile dalla scena dell’attacco. Le prossime 24/48 ore saranno cruciali riguardo alla capacità di prevedere e limitare le mosse del/dei fuggitivo/i e permetterne la cattura.

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Autore dell'articolo: admin