“Purtroppo è molto simile alla M1 attuale”


Sono tempi bui per la casa di Iwata, e il Dottore vede grigio anche in ottica 2019: “Spero che la moto che ho provato non sia quella definitiva…”

Quella di Yamaha sembra essere una crisi tecnica profonda, che rischia di minare non solo il Campionato in corso ma anche la stagione 2019: la M1 2018 non riesce a tenere il passo di Honda e Ducati, e anche la Suzuki -sebbene molto più indietro in classifica costruttori- sembra recuperare vistosamente terreno sulla quattro cilindri di Iwata.

Basta uno sguardo alla classifica generale, ai freddi dati, per rendersi conto di quanto stiano soffrendo nel box dei Tre Diapason: nelle ultime 4 gare disputate la squadra di Iwata ha conquistato solo 42 punti nel ranking delle Case, mentre per quanto riguarda la classifica piloti Rossi e Viñales fermano il conteggio a 40 e 25 punti rispettivamente. Un vero e proprio disastro per i giapponesi, e quel che è peggio è che a Iwata non sembrano proprio riuscire a vedere la luce.

A fare il punto della situazione, ai microfoni di Autosport, è un Valentino Rossi sconsolato, non solo dalle prestazioni della sua moto attuale ma anche in ottica futura: dopo aver provato la M1 2019 il Dottore è evidentemente preoccupato, perché i passi avanti fatti sino ad ora sono davvero minimi.

“Ho provato la prima edizione del motore 2019 della M1, sì, ma penso e spero che non sia la versione finale, perché ha solo piccole modifiche ed è molto simile a quello che stiamo usando ora” ha dichiarato il campione pesarese “Spero che a Iwata continuino a lavorare, perché il motore è uno dei problemi, per noi. I nostri ingegneri devono renderlo migliore”. “Una cosa preoccupante è che, di solito, i test a Brno che si fanno dopo la gara erano il momento in cui negli anni passati provavamo la M1 dell’anno successivo” ha proseguito l’italiano “Ma nelle ultime due stagioni questo non è avvenuto. Dov’è la moto dell’anno prossimo? Boh, io non lo so, chiedetelo ai giapponesi. Sfortunatamente nei test non abbiamo provato tante cose per il prossimo anno”.

I piloti, ovviamente, possono fare poco: dare indicazioni, suggerimenti, linee guida basate sulle sensazioni: il lavoro principale spetta agli ingegneri giapponesi, che devono cercare di uscire da un’impasse che, a questo punto, è più profonda che mai. “Il mio lavoro non consiste nel dire ‘abbiamo bisogno di un motore a V o modificare il telaio in questo modo'” ha sottolineato Valentino, concludendo il suo intervento “Io posso individuare e dire quali siano i problemi. Siamo in difficoltà per quanto riguarda l’abbinamento moto-gomme, specialmente per quanto riguarda il posteriore. Sto cercando di spiegare questo fatto. Ma non dobbiamo focalizzarci su una sola area, perché i punti da sistemare sono diversi, secondo me. Ad esempio l’elettronica, il carattere del motore, e altre cose”.




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Autore dell'articolo: admin