Psoriasi: più casi in Italia perché adesso i pazienti si curano


Sono circa 125 milioni nel mondo, di cui quasi due milioni in Italia, le persone affette da psoriasi, una malattia infiammatoria della pelle che, in una percentuale per fortuna ridotta di pazienti, pu essere estremamente invalidante. Da alcuni anni per, grazie ai farmaci biologici, il destino di questi pazienti cambiato.

L’emergere dei casi

Un tempo – sottolinea Ketty Peris, dell’Universit Cattolica Sacro Cuore di Roma e Segretario del XXIV Congresso Mondiale di Dermatologia appena conclusosi a Milano -, questi pazienti, sapendo che non erano disponibili terapie realmente efficaci e che probabilmente non sarebbero riusciti a risolvere il loro problema, finivano con il rassegnarsi e non chiedevano pi il consulto dal dermatologo, con una conseguente sottostima del numero dei casi. Ora, alla luce dei progressi della terapia, aumentano il numero di visite e i casi diagnosticati. Una situazione cui l’Italia ha risposto con l’istituzione di centri specialistici (Centri Psocare) distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Nuovo progetto Novartis

A causa dell’aumentato flusso di pazienti, dell’evoluzione dei modelli di cura e dell’inadeguatezza delle risorse rispetto alla richieste, in questi ultimi anni i centri di dermatologia italiani si trovano ad affrontare nuove sfide che rendono necessario limitare al minimo lo spreco delle risorse. Un contributo alla ottimizzazione delle risorse pu giungere dalla collaborazione del pubblico con il privato ed in questo solco che si colloca il progetto HPDU (High Performance Derma Unit) promosso da Novartis con l’obiettivo di sviluppare e promuovere iniziative orientate al miglioramento dei percorsi terapeutici e basate sulla centralit del paziente e sull’ottimizzazione della loro assistenza. Il progetto copre dieci centri di eccellenza italiani e rappresenta il primo esempio di partnership pubblico privato in cui, in modo quasi ingegneristico, vengono analizzati i processi all’interno dell’ospedale nel tentativo di individuare eventuali dispersioni di risorse e il modo per riallocarle al fine di massimizzare l’efficienza operativa e l’efficacia delle unit dermatologiche. Il progetto ha la durata prevista di un anno nella sua prima fase, ma con l’obiettivo di proseguire la partnership per altri tre o quattro anni.

Due fronti

L’obiettivo a pi lungo termine riportare a cascata le strategie individuate agli altri centri di dermatologia pi piccoli per ottimizzare le risorse anche in queste sedi. Il progetto prevede anche un intervento sui pazienti e sui medici di medicina generale. Ci sono pazienti che ancora non sanno di essere affetti da psoriasi oppure lo sanno ma non sono trattati adeguatamente – ricorda Roberto Orsenigo di Novartis -. Come possiamo intervenire? Cercando di sensibilizzare il paziente con campagne di informazione con l’obiettivo di spingerlo ad andare dal dermatologo o dal proprio medico per cercare di accelerare la diagnosi. Penso che questo sia eticamente importante dal momento che esistono delle alternative terapeutiche efficaci. Un altro braccio dell’intervento quello sui medici di medicina generale. Rappresentano il primo punto di contatto per i pazienti, ma non sempre sono sensibilizzati a sufficienza – prosegue Orsenigo . Abbiamo deciso perci di assumere 78 neolaureati che, dopo una formazione, stanno andando dai medici di medicina generale non a parlare di farmaci, ma della patologia. In questo modo si spera di aiutare i medici a indirizzare i pazienti ai centri pi adatti, evitando cos inutili perdite di tempo.

23 giugno 2019 (modifica il 23 giugno 2019 | 15:54)

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Autore dell'articolo: admin