Proposta di legge taglio delle pensioni d’oro depositata Camera


Luigi Di Maio su pensioni d'oro

È stata depositata oggi la proposta di legge per il taglio delle pensioni d’oro. Maria Pallini, capogruppo M5s in Commissione Lavoro alla Camera, ha spiegato che l’esame del provvedimento depositato oggi inizierà la settimana prossima: “andremo a ricalcolare secondo il metodo contributivo tutti gli assegni superiori ai 4.500 euro al mese. Non verrà dato nemmeno un euro in più di quello che è dovuto”.

Di Maio, pensioni d’oro: “Repubblica scrive bufale”

13 agosto 2018

Luigi Di Maio oggi, nel primo pomeriggio, ha scritto un lungo post sul suo account Facebook per spiegare come funzioneranno i tagli alle pensioni d’oro, ossia quelle sopra i 4mila euro, e “smontando” quanto scritto da Repubblica che, secondo il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, diffonde “bufale”. Di Maio scrive:

“C’è qualche giornalista di Repubblica che ha paura di perdere la sua pensione d’oro? A leggere l’articolo pieno di falsità che è stato pubblicato oggi viene proprio da pensare di sì. Le notizie false però non fermeranno il nostro progetto di eliminare le sperequazioni e le ingiustizie e lo ribadisco: tra poco le pensioni d’oro senza i contributi versati saranno solo un ricordo. Ma intanto diffondete questo post per aiutarmi a smontare tutte le bufale dell’articolo e ristabilire la verità”

Poi passa alla spiegazione di come funzioneranno i tagli, che riguarderanno solo coloro che non hanno versato contributi sufficienti per poter effettivamente avere una pensione sopra i 4mila euro:

“L’Inps sta ricostruendo la storia contributiva di tutti coloro che hanno una pensione superiore a 4.000 euro: quelli che prendono più di quanto hanno versato, una volta individuati, avranno un taglio pari a quello che prendono in più. Prenderanno quello che hanno versato. Come tutti. E non abbiamo alcuna paura dei ricorsi. Perché, al contrario del contributo di solidarietà che è fissato dalla legge in modo secco e uguale per tutti nelle percentuali, e già giudicato incostituzionale, il nostro ricalcolo si basa su un calcolo oggettivo ed un principio: quanto i pensionati dovrebbero prendere di pensione in base ai loro contributi versati. Semplicemente equità”

Per farsi capire da tutti, Di Maio passa agli esempi:

“Mettete il caso del signor Bianchi e del signor Rossi, entrambi prendono 5.000 euro di pensione. Il signor Rossi ha versato effettivamente contributi per 5.000, il signor Bianchi ne ha versato solo per 4.000. Con la nostra legge il signor Rossi continuerà a prenderne 5.000, mentre il signor Bianchi inizierà a percepirne 4.000, ossia quello che ha versato. Contrariamente a quanto afferma Repubblica, le donne saranno una minoranza. Sono solo 30.000 circa, quindi più o meno 1 su 5. Non si capisce come abbiano fatto a inventarsi i dati riportati. Esiste inoltre una clausola di salvaguardia per cui nessuna pensione ricalcolata può andare sotto i 4.000 euro. L’unica cosa vera dell’articolo è che ‘potrebbero essere di più di 158 mila’ infatti l’Inps stima tra 158.000 e 188.000. Circa 200.000 privilegi eliminati. Sarà un gran risultato per ristabilire l’equità sociale”

La replica di Repubblica: “Di Maio non conoce il testo di cui parla”

Tramite il proprio sito, Repubblica ha risposto al ministro Di Maio, spiegando:

“Come spesso accade, il vicepresidente del Consiglio mostra di non avere la minima conoscenza dei temi di cui sta parlando. Il progetto di legge d’iniziativa dei deputati D’Uva e Molinari depositato alla Camera con tanto di simbolo del Movimento 5 Stelle, disponibile sul sito di Repubblica e di cui abbiamo dato ampio conto nei giorni passati, non calcola la differenza tra contributi versati e contributi ricevuti, ma si limita a ricalcolare l’età della pensione di vecchiaia secondo una tabella calcolata oggi sulle speranze di vita attuali, compiendo così una penalizzazione sul metodo retributivo, come scritto nella seconda riga del progetto di legge che forse Di Maio ha letto”

Poi la replica del giornale continua:

Repubblica, inoltre, non ha mai affermato che la maggioranza delle persone colpite dal provvedimento saranno donne, ma semplicemente che le donne saranno in proporzione più colpite degli uomini. È ovvio che sia così, perché in passato l’età di pensionamento di vecchiaia delle donne era sensibilmente più bassa di quella degli uomini”

Il testo a cui Repubblica si riferisce è disponibile nell’articolo linkato.




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Autore dell'articolo: admin