Primo doppio trapianto fegato-polmoni con tecnica innovativa su paziente pediatrico in Italia


Una ragazza genovese di 16 affetta da fibrosi cistica, malattia genetica che altera le secrezioni di molti organi, e che nel suo caso provocava sanguinamento nelle vie respiratorie e una grave malattia epatica, stata sottoposta a un doppio trapianto fegato- polmoni a cavallo tra Natale e Capodanno all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ed ora sta bene. Si tratta del primo paziente in et pediatrica ad avere subito il primo trapianto combinato fegato-polmoni in Italia. In circa il 10% dei pazienti con fibrosi cistica la malattia polmonare, sempre presente in questa condizione, si associa anche ad un coinvolgimento del fegato che porta allo sviluppo di cirrosi completa – ha spiegato Lorenzo D’Antiga, direttore della Pediatria del Papa Giovanni XXIII -. In questo caso, la funzione respiratoria globale era solo parzialmente compromessa, ma le alterazioni legate all’infiammazione cronica provocavano ricorrenti emorragie bronchiali poco controllabili con la terapia medica e pericolose per la vita della paziente.

La tecnica innovativa

L’ulteriore particolarit di questa operazione che stata utilizzata la tecnica del ricondizionamento polmonare ex vivo (EVLP: ex vivo lung perfusion). Questa tecnica prevede che i polmoni vengano prelevati da un donatore a cuore battente ma deceduto dal punto di vista cerebrale. I polmoni prelevati che vengono sottoposti a tale procedura sono sani, ma deteriorati in seguito agli eventi metabolici collegati alla morte cerebrale e non potrebbero essere utilizzati. Ma grazie a un sofisticato macchinario per il trattamento dei polmoni marginali possibile capire se l’organo ha mantenuto una buona riserva funzionale e pu quindi essere impiantato in un paziente. La tecnica di ricondizionamento ex-vivo consente di rimuover dai polmoni mediatori chimici dannosi, acqua in eccesso e aspirare le secrezioni all’interno dei bronchi e di recuperare cos organi scartati in prima istanza ma potenzialmente validi dopo opportuno trattamento. Il primo trapianto in Italia utilizzando organi ricondizionati mediante perfusione ex-vivo avvenuto nel 2011 proprio su un paziente con Fibrosi Cistica al Policlinico di Milano: i polmoni di un donatore scartati da un altro centro trapianti, bench in lista urgente nazionale, avevano consentito un trapianto salvavita con ottimi esiti anche a distanza di tempo. La tecnica della perfusione polmonare viene utilizzata solo in cinque Centri trapianto in Italia (Milano, Padova, Roma, Torino, Palermo) ma con quest’ultimo intervento si unisce anche Bergamo.

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L’attesa del trapianto

La giovane paziente operata a Bergamo aveva la funzione epatica compromessa da tempo, tanto che all’et di 11 anni era stata sottoposta a una procedura denominata TIPS, utilizzata per ridurre la severa ipertensione portale e il rischio di emorragie digestive. Il progredire di questa complessa situazione ha reso necessaria la scelta di un trapianto combinato di fegato e polmoni, che la ragazza, seguita al centro fibrosi cistica dell’Ospedale Gaslini di Genova, attendeva dallo scorso mese di aprile ha aggiunto Lorenzo D’Antiga.

L’intervento

L’intervento, eseguito il 29 dicembre, durato 11 ore. Prima stato sostituito il fegato, nel frattempo i polmoni del donatore sono stati trattati (la procedura dura 4 ore) con la tecnica ex vivo lung perfusion per poi essere trapiantati subito dopo. Avevamo gi eseguito 3 trapianti di questo tipo su pazienti adulti, i primi conclusi con successo in Italia, ma questo il primo in un paziente pediatrico – ha spiegato Michele Colledan, direttore del Dipartimento Insufficienza d’organo e trapianti -. anche il primo di questo genere in cui ricorriamo ell’EVLP.

Il commento dell’esperto

L’aspetto innovativo anche la sequenza del trapianto: il polmone tollera meno di altri organi di restare fuori dalla cassa toracica ed il primo in genere ad essere impiantato spiega Marco Spada, responsabile di Chirurgia epato-bilio-pancreatica del Bambino Ges. In questo caso invece – aggiunge l’esperto – grazie alla tecnica di profusione stato possibile invertire i tempi e operare con maggiore tranquillit e in sicurezza. Inoltre le tecniche di perfusione, sempre pi diffuse e utilizzate anche su fegato e reni, ci permettono di capire meglio la funzionalit dell’organo, di capire se un polmone o un fegato sono idonei o no al trapianto: una decisione importante perch ne va della vita del paziente e che prima andava fatta al momento del prelievo. Il vantaggio della tecnica di ricondizionamento anche poter utilizzare organi in un primo momento giudicati non perfetti: uno strumento valido per aumentare le possibilit di trapianto per un paziente il lista d’attesa .

29 gennaio 2019 (modifica il 29 gennaio 2019 | 17:49)

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Autore dell'articolo: admin