“Preoccupazione per razzismo e xenofobia”


Il Consiglio d’Europa ha approvato oggi durante l’assemblea parlamentare di Strasburgo il nuovo rapporto del monitoraggio sull’Italia, un’analisi periodica che serve all’organizzazione per verificare che tutti e 47 i Paesi membri stiano rispettando gli obblighi e i doveri che si richiedono.

L’Italia non è uno dei Paesi per cui è stata disposta una procedura completa di monitoraggio – come invece sta accadendo per dieci Paesi: Albania, Armenia, Azerbaijan, Bosnia ed Herzegovina, Georgia, Moldavia, Russia, Serbia, Turchia ed Ucraina – ma è sottoposta ad un monitoraggio periodico, come accade ciclicamente per gli altri Paesi Membri. Nel 2018 è stata la volta dell’Italia, insieme all’Islanda.

La conclusione è tutto sommato positiva: la Commissione ha stabilito che l’Italia sta rispettando globalmente i propri obblighi nei confronti del Consiglio d’Europa e che “le sue istituzioni democratiche funzionano in linea con gli standard del Consiglio d’Europa“. Sono emerse, però, alcune preoccupazioni e sono state fatte alcune raccomandazioni che “richiedono rapida attenzione da parte delle autorità“.

Quali sono queste preoccupazioni?

Instabilità del sistema politico

La relazione sottolinea come nei 71 anni dall’adozione della nuova Costituzione, in Italia si siano succeduti 42 leader diversi e ben 64 governi, ciascuno dei quali è durato in media poco più di un anno. Non solo: “Dalle elezioni generali del 2013 ci sono stati tre diversi Primi Ministri. Il Paese è stato spesso dipinto come ‘ingovernabile’“.

Nelle conclusioni si legge:

Una grave crisi economica durata dieci anni e l’aumento della mancanza di fiducia nelle istituzioni politiche e giuridiche ha contribuito alla crescita della popolarità di un partito di estrema destra, la Lega, e di uno contro il sistema, il Movimento 5 Stelle. Nel giugno 2018 queste due partiti ideologicamente diversi hanno unito le forze per formare una coalizione di governo.

Gestione dei flussi migratori

La Commissione ha ribadito l’appello a tutti gli Stati Membri a dimostrare solidarietà all’Europa per l’arrivo massiccio di migranti e rifugiati, riconoscendo come questo abbia afflitto l’Italia in modo sproporzionato rispetto ad altri Paesi. Il Consiglio d’Europa ha espresso però preoccupazione per le recenti iniziative del governo di Giuseppe Conte nell’impedire alle navi di soccorso di attraccare nei porti italiani, cosa che “mette a rischio le vite delle persone e viola gli standard umanitari di base“.

Si incoraggiano quindi le autorità italiane ad implementare politiche di integrazione per i migranti in transito e a rafforzare l’azione di contrasto al traffico degli esseri umani, rispettando però gli obblighi europei e internazionali e garantendo il rispetto delle libertà fondamentali.

Reato di tortura

Il Consiglio d’Europa ha apprezzato l’introduzione del reato di tortura nel codice penale, ma contesta la definizione limitata di “tortura” che non è in linea con le preoccupazioni sottolineate dalla Corte Europea dei Diritti Umani.

Razzismo e xenofobia

Rimane una grande preoccupazioni per l’aumento delle tendenze razzisti, della xenofobia e delle dichiarazioni contro i nomadi sui media e su internet e i sempre più frequenti “discorsi di odio da parte dei politici“. Si richiamano quindi le autorità italiane “a combattere in modo efficace tutte le manifestazioni di razzismo, intolleranza e xenofobia prevenendo, indagando e perseguendo tutti i reati aggravati dall’odio razziale“.

Il rapporto si concentra anche sui pregiudizi nei confronti delle persone di etnia Rom. “Questo è particolarmente valido per i circa 15mila Rom della ex Yugoslavia che devono affrontare problemi di alloggio, educazione e cure sanitarie“.

Corruzione

Nel rapporto si parla in modo aperto di “persistente corruzione, riciclaggio di denaro e organizzazioni criminali di stampo mafioso, specialmente nel sud Italia” che devono essere combattuti dalle autorità italiane, con particolare attenzione anche alla vicinanza del crimine organizzato ai politici italiani, specialmente a livello locale.

Come hanno votato i membri italiani?

Alla votazione della relazione ha preso parte anche la delegazione italiana, che aveva proposto diversi emendamenti al testo, tutti bocciati. A votare a favore sono stati i quattro componenti del Partito Democratico – Andrea Orlando, Maria Elena Boschi, Piero Fassino e Roberto Rampi – e il deputato di Forza Italia Francesco Scoma, mentre tra i contrari troviamo:

  • Deborah Bergamini (Forza Italia)
  • Maurizio Buccarella (Gruppo Misto)
  • Sabrina De Carlo (M5S)
  • Carlo Fidanza (Fratelli d’Italia)
  • Alvise Maniero (M5S)
  • Maria Rizzotti (Forza Italia)
  • Filippo Scerra (M5S)

Ha preferito astenersi, invece, Francesco Berti del Movimento 5 Stelle.

Le reazioni alla relazione del Consiglio d’Europa

A tuonare contro la relazione sono stati i parlamentari della Lega Paolo Grimoldi, Alberto Ribolla e Manuel Vescovi, che non hanno voluto prendere parte alla votazione e hanno diffuso una nota per criticare il contenuto della risoluzione:

È scandaloso e inaccettabile che nella risoluzione in discussione al Consiglio d’Europa, sul monitoraggio sull’Italia – dove si scrive che il Governo è formato da un movimento di estrema destra, la Lega, e da uno anti sistema, i Cinque Stelle – si accusi il nostro Paese di una serie di gravi comportamenti razzisti, xenofobi e anti umanitari.

Non possiamo accettare che nella relazione sull’Italia il relatore scriva, in tema di politiche migratorie, di ‘essere seriamente preoccupato’ perché le politiche del Governo ostacolano il lavoro delle ONG, mettendo a rischio vite umane e violando norme umanitarie fondamentali ed esprima preoccupazione per la recrudescenza di atteggiamenti razzisti, della xenofobia e di incitamenti all’odio da parte di responsabili politici. Infine, giusto per non farsi mancare nulla, il relatore esprime la sua preoccupazione per la presenza in Italia della criminalità organizzata e delle mafie che a suo dire esercitano ‘una forte presa sulla politica italiana’. Questo è un atto d’accusa all’Italia da parte di un organismo che non ha fatto nulla in questi anni in materia migratoria e adesso punta l’indice contro il nostro Paese con una relazione sprezzante e fuori dalla realtà, in cui addirittura si accusa l’Italia di ‘antiziganismo’ e si chiede alle autorità italiane di prestare maggiore attenzione alle questioni dei ROM, definiti vittime di pregiudizi e stigmatizzazioni. Per cui l’Italia è uno Stato di razzisti e mafiosi.

E ancora più inaccettabile e scandaloso è il fatto che tutti gli emendamenti per correggere o cancellare questi passaggi, emendamenti presentati da tutti i parlamentari italiani presenti nella delegazione al consiglio d’Europa, siano stati respinti dal relatore. Non lo possiamo accettare e a questo punto ci domandiamo che senso abbia la presenza della delegazione italiana in questo organismo e che senso abbia lo stesso Consiglio d’Europa.

La relazione completa, in lingua inglese, è consultabile integralmente a questo indirizzo.




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Autore dell'articolo: admin