Preadolescenza, che disastro!Come si manifesta e cosa possono fare i genitori


Sono madre di due figlie una di 22 e l’altra di 12 anni. Il mio problema la minore: da qualche tempo ha un atteggiamento scontroso nei confronti di tutti i componenti della famiglia, si relaziona poco e niente e fa di tutto per chiudersi in camera con il suo telefono e la sua musica. Curiosando qualche giorno fa tra le sue cose, mi sono accorta che con il telefono fa ben altro che parlare: riceve messaggi dai suoi compagni con i compiti gi svolti e soprattutto ho scoperto che ha un fidanzatino con il quale si gi baciata e si giurano eterno amore. Con una scusa le ho tolto il telefono, sperando che non si distraesse pi tra compiti copiati e il fidanzato ma riuscita ugualmente a trovare un vecchio ipod per recuperare tutti i suoi giri. Come devo fare? piccola fisicamente (non ha avuto il primo ciclo, non si trucca, non n carne n pesce insomma) ma le sue esperienze sia in ambito scolastico (con il passaggio nascosto di compiti) e sia in ambito affettivo (con questo ragazzo che sembra gi pi avanti di lei anche se l’et la stessa e la classe pure) mi preoccupano perch le reputo troppo in anticipo rispetto all’et che ha.

Risponde la dottoressa Anna Rezzara, professore ordinario di Pedagogia alla Facolt di Scienze della Formazione all’Universit Bicocca di Milano.

I comportamenti che osserva in sua figlia (scontrosit in famiglia, cercare l’isolamento nella sua stanza, immergersi nella musica, mutato atteggiamento verso la scuola, prime esperienze amorose) sono segnali chiari di preadolescenza.

Come cambia il cervello nell’adolescenza


All inizio ci sono poche connessioni


Un periodo difficile per loro

un periodo di transizione in cui avvengono graduali mutamenti fisici, mentali e psicologici con ritmi personali e differenziati, in cui si risvegliano emozioni e pulsioni nuove, in cui cambia progressivamente il significato dei rapporti con famiglia, scuola e amici, in cui si come sospesi, incerti, tra l’identit infantile, ormai da lasciarsi alle spalle, e un’identit futura , attraente e temibile allo stesso tempo, ma comunque ancora indefinita e difficile non solo da realizzare ma anche solo da immaginare. Vuol dire essere, come lei dice “n carne n pesce” e questa una condizione impegnativa proprio per le incertezze, le insicurezze, le ansie che produce. I preadolescenti si interrogano ogni giorno su chi sono, chi diventeranno, sulla propria immagine, sui cambiamenti fisici e psicologici che avvertono in s senza riuscire ad avere, per lungo tempo, un’immagine chiara e stabile di se stessi e della propria identit nuova.

Non trattenere, non anticipare

Hanno nostalgia dell’infanzia e ancora bisogno di sicurezza e protezione ma provano forte un desiderio nuovo di emancipazione, libert, ridefinizione dei rapporti familiari e non, esplorazione di nuovi modi di essere. Possiamo osservare in loro atteggiamenti regressivi, di illusorio rifugio in un’infanzia da cui stanno uscendo, alternati con comportamenti che invece esplorano e sperimentano nuove e pi evolute modalit di essere e di relazionarsi, alla ricerca di una nuova identit che per lungo tempo rester incerta e confusa prima di stabilizzarsi. Inizia per sua figlia un periodo impegnativo e fragile, che richiede tutta l’attenzione e soprattutto tutto il rispetto della sua particolarit. Voglio dire che sono da evitare sia il rifiuto di queste sue nuove spinte evolutive, il trattenerla cio nell’infanzia, sia all’opposto ogni anticipazione e accelerazione di quello che maturer progressivamente, la sua nuova identit di adolescente.

Domande ai figli: ma loro non sanno rispondere

Non difficile e laborioso solo per i ragazzi questo passaggio, ma anche per i genitori: i ragazzi faticano a comprendere chi sono tanto quanto i genitori faticano a comprenderli; i genitori si pongono domande sui loro comportamenti a cui neppure i figli saprebbero rispondere; i genitori non li riconoscono pi proprio come per loro un lavoro quotidiano riconoscersi nei cambiamenti continui , fisici, psicologici, mentali, di gusti e di umori; si disorientati, incerti, ansiosi entrambi, genitori e figli; come i figli faticano ad uscire dall?infanzia, cos non semplice per i genitori sostituire l’immagine del loro bambino con quella di una persona nuova, in evoluzione continua. E spesso non aiuta i genitori neppure il ricordare la propria adolescenza e preadolescenza, perch quella dei figli diversa, perch i tempi sono diversi mutano quindi le espressioni dei ragazzi, il modo di attraversare l’adolescenza, la sua stessa collocazione nel tempo che tendenzialmente anticipata rispetto all’adolescenza dei genitori.

Stare vicini senza invadere

Che cosa pu fare allora un genitore? Innanzitutto essere convinto che i figli in questo periodo hanno molto bisogno, a dispetto delle apparenze, che i genitori continuino a fare i genitori. Poi aprirsi alla possibilit e alla capacit di essere genitori diversi, di svolgere diversamente il ruolo, perch il figlio cambia, ha caratteristiche ed esigenze educative diverse. Rispettare questo periodo particolare, comprendere che una necessaria fase di passaggio che ha per delle sue particolari e specifiche caratteristiche, a cui bisogna rispondere nel modo giusto: non “una malattia da aspettare che passi”, un periodo che ci chiede nuovi modi di essere genitori. Occorre comunicare, pi con gesti concreti che a parole, che ci accorgiamo dei cambiamenti, che li accogliamo, magari a fatica, ma ne comprendiamo il senso. Occorre comunicare fiducia in loro, in ci che stanno preparandosi a essere. importante esserci, essere sempre disponibili al colloquio, osservarli e ascoltarli; vigilare anche le loro esperienze, nel senso per di essere attenti a come vivono, a come stanno, ma senza invadere i loro spazi, senza pensare di controllare tutto ci che fanno, senza sostituirsi a loro nelle scelte, lasciandogli insomma la possibilit di fare esperienza, di provare, di sperimentarsi, anche di sbagliare, perch i piccoli errori, le piccole trasgressioni, gli insuccessi fanno parte del crescere. Pure necessario mostrare interesse per ci che fanno e disponibilit a parlarne senza richieste pressanti, stimolarli all’essere attivi, a sperimentarsi in vari campi, sostenendoli, riconoscendo i loro successi, aiutandoli ad accettare anche gli insuccessi.

un tempo lungo

I cambiamenti, e le difficolt, del crescere dureranno un tempo lungo: importante che i genitori si predispongano a un percorso, a una evoluzione, sappiano aspettare con fiducia, non si aspettino soluzioni rapide, cambiamenti definitivi, assetti stabili, e che trasmettano ai figli la capacit di aspettare e di avere fiducia. Esserci, dialogare quando possibile, essere pronti ad ascoltare, continuare a presidiare regole di comportamento, limiti e criteri di scelta, sostenerli nella sperimentazione di s, riscontrare e commentare le nuove capacit e potenzialit mi sembrano le indicazioni essenziali. Nel suo specifico, le non mi preoccuperei della precocit della relazione di sua figlia: sono i primi passi di un’educazione sentimentale , che lei potr accompagnare quanto pi si mostrer interlocutrice disponibile e comprensiva, senza giudizi e censure non giustificati dai fatti. E non mi preoccuperei neppure troppo dei compiti copiati: sono piccoli espedienti che servono sia a risolvere una temporanea difficolt di assolvere il lavoro scolastico, perch magari troppo presi da altre vicende che occupano la mente, sia anche, forse, a sentirsi parte di un gruppo che scopre la complicit e sperimenta piccole trasgressioni.

23 agosto 2018 (modifica il 24 agosto 2018 | 11:55)

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Autore dell'articolo: admin