Povertà in Italia | Cure sanitarie care


Le cure sanitarie in Italia sono troppo care: molte famiglie non riescono a curarsi.

Cure sanitarie troppo care

Il 14esimo Rapporto Sanità del Crea di Tor Vergata ha messo in luce una situazione desolante per quanto riguarda le cure sanitarie italiane: la povertà in Italia fa sì che molte famiglie rinuncino a curarsi a causa di cure sanitarie troppo care. Curarsi in Italia sta diventando sempre più difficile, complice anche il fatto che, spesso, gli italiani sono obbligati a ricorrere a spese private, cosa che provoca una riduzione della spesa media a testa. Secondo i dati rivelati dal Rapporto, nel 2016 il 17,6% delle famiglie residenti in Italia (circa 4,5 milioni di persone) ha dovuto limitare le spese sanitarie a causa di motivi economici. Ma c’è di più: 1,1 milioni di persone hanno dovuto rinunciare del tutto alle spese sanitarie in quanto mancavano loro i soldi per curarsi.

Cure sanitarie troppo care in Italia. E le famiglie non riescono più a curarsi

Sempre secondo il Rapporto, il Mezzogiorno è l’area più colpita con il 5,6% delle famiglie, seguita poi dal Centro con il 5,1% delle famiglie, dal Nord-Ovest con il 3% e dal Nord-Est con il 2,8%. Il Rapporto spiega che i problemi economici relativi alle spese sanitarie sono il frutto di “combinazione di impoverimento per consumi sanitari e nuove rinunce per motivi economici, è sofferto dal 5,5% delle famiglie, ed è significativamente superiore nel Sud del Paese (7,9% delle famiglie)”.

Tuttavia rispetto all’anno passato, tali problemi economici sembrano essere ridotti al Centro e al Nord, mentre sono aumentati al Sud. Le regioni più disagiate dal punto di vista sanitario sono:

Le regioni in cui le famiglie fanno meno fatica a curarsi sono il Trentino Alto-Adige e la Lombardia. Mancanza di soldi, spese sanitarie troppo care, la necessità di rivolgersi a strutture private per via dei lunghi tempi di attesa della sanità pubblica potrebbero tranquillamente essere alla base di queste problematiche.

Via | Adnkronos

Foto | iStock




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Autore dell'articolo: admin