“Povera Patria non sarà un programma sovranista”.


L’intervista di TvBlog ad Annalisa Bruchi.


Annalisa Bruchi è la conduttrice di Povera Patria, il nuovo programma di approfondimento economico e politico di Rai 2 che andrà in onda a partire da stasera, venerdì 25 gennaio 2019, dalle ore 23:45.

In occasione della conferenza stampa di presentazione del programma, noi di TvBlog abbiamo intervistato la conduttrice a cui abbiamo subito chiesto quali sono le novità di questo programma e gli elementi di continuità con i programmi, da lei, precedentemente condotti:

La squadra è pressoché la stessa. Si è aggiunto Alessandro Giuli che, a Night Tabloid, è stato perfetto. Io, Giuli e Aldo Cazzullo ci completiamo, abbiamo tre visioni del mondo diverse. Cazzullo è il “mainstream” mentre Giuli è il “cattivo” o populista che è una parte molto importante per decifrare cosa pensa la gente. Spesso, si rischia di raccontare un mondo che non esiste più. Noi racconteremo il mondo, l’economia dei soldi in tasca, cercheremo di dare degli strumenti per essere più preparati in vista delle elezioni europee.

La Bruchi si è anche soffermata sul titolo provocatorio scelto da Carlo Freccero, direttore di Rai 2, e sul registro dell’intero programma:

Sono misurata per nascita ma ci saranno anche delle provocazioni. Però anche la canzone Povera Patria di Franco Battiato dà un po’ di speranza, non ha un’accezione negativa. E’ una situazione di difficoltà che viviamo tutti, come ha detto Freccero: abbiamo tutti accolto a braccia aperte la globalizzazione ma dopo ci siamo accorti che ci ha tutti impoveriti. Cercheremo di raccontare perché.

Povera Patria nasce da una serie di domande poste da Carlo Freccero riguardanti l’Europa (“È giusto che in Europa i governi, democraticamente eletti, non siano in grado di attuare il loro programma perché sottoposti a regole economiche?”, “Come e perché nascono i vincoli esterni sui bilanci degli Stati nazionali?”, “Quali sono le conseguenze di questo stato di cose?”, “L’austerity è davvero l’unico modello economico possibile o esistono credibili alternative?”, “Il paese può essere concepito un’azienda?”). Riguardo il modo con il quale vengono poste queste domande, con il quale si ha l’impressione di voler mettere in cattiva luce l’Europa, Annalisa Bruchi si è espressa così:

L’Europa, a volte, si è messa in cattiva luce da sola. Io credo molto nell’Europa. Chi va in Europa per cercare lavoro non è una brutta persona anzi ci dovrebbero essere più possibilità. Purtroppo, oltre alla moneta, l’Europa è ancora tutta da costruire. Essere critici è una cosa positiva. Programma sovranista? No, ci sarà la parte sovranista ma anche la parte mainstream.

La Bruchi, infine, ha parlato anche di Carlo Freccero:

E’ stato bello lavorare con lui. Lo stimo ed è un punto di riferimento. Parlare con un “televisionista” come lui è stimolante. A Freccero piacciono le persone che propongono e io, per natura, sono propositiva, anche troppo!

Nel video, trovate le dichiarazioni integrali di Annalisa Bruchi.




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Autore dell'articolo: admin