Pomigliano d’Arco, il manichino di pezza esibito e i corpi reali



«Non si può continuare a vivere per anni sul ciglio del burrone dei licenziamenti». Così scriveva Maria Baratto, operaia del gruppo Fiat, da quattro anni in cassa integrazione. Due anni dopo, il 20 maggio del 2014, colpendosi con quattro coltellate nel ventre renderà presaghe quelle parole e insieme l’anima sua. Cinque operai dello stabilimento di Pomigliano d’Arco, qualche giorno dopo quel suicidio – il terzo in quel polo industriale – appendono un fantoccio di pezza e gommapiuma a un palo … Continua


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