Poeti e briganti, un accordo linguistico


Secondo una idea pericolosa, ancora oggi dominante, la funzione evolutiva ed etico-politica del linguaggio consisterebbe nel comunicare informazioni. Simili a navette aeroportuali, le parole trasferirebbero bagagli psichici preconfezionati da un terminal all’altro, cioè dalla mente del parlante a quella dell’ascoltatore. Il che significa considerare le parole come etichette da incollare su misteriosi pensieri preverbali che non si sa da dove trarrebbero il loro significato (dall’istinto? dall’anima?). A questa semplificazione se ne contrappone spesso una seconda che, suo malgrado, integra la … Continua

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