Più che la rivoluzione si cercò la liberazione



Una delle letture del ‘68 internazionale che più si sono radicate nel senso comune è quella che lo riduce a puro fatto di costume. I movimenti giovanili come semplice sintomo, non certo motore primo, di trasformazioni già in corso, che sarebbero avvenute comunque. Credevano di cambiare il mondo ma non si accorgevano che il mondo cambiava loro. Un simile modo di pensare serve a rimuovere o banalizzare la componente propriamente politica dell’anno (o degli anni) degli studenti, quella che all’epoca … Continua


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