Peter e l’incredulità per il suo tumore al seno: «Non è cosa di sole donne»


Il tumore al seno pu venire anche a un uomo? La risposta s, ma in pochi, pochissimi lo sanno. E lo scoprono, loro malgrado, quando si ammalano e restano increduli di fronte alla diagnosi. Emblematica la storia di Peter Bagnall , 56 anni che ha deciso di intervenire alla trasmissione BBC Radio 5 Live mentre si discuteva della scelta che oggi molte donne fanno di non procedere con la ricostruzione della mammella dopo la mastectomia. Quando mi stato diagnosticato il tumore al seno sono stato risucchiato in un mondo di cui io non ero parte – racconta Peter-. La mia compagna Lorraine si ammalata di tumore al seno nel 2006, ed per questo che so quello a cui le donne vanno incontro. Quando nel 2013 ho sentito un nodulo sotto il mio capezzolo non pensavo potesse essere un tumore. Se non fosse stato per Lorraine non sarei neppure andato dai medici. Dopo una visita sono stato mandato immediatamente in ospedale e la biopsia ha confermato il cancro al seno: per me stato uno choc, non sapevo che anche gli uomini potessero ammalarsi.

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Un tumore raro, spesso diagnosticato in ritardo


Mi sono sentito meno uomo

Il carcinoma della mammella il tipo di cancro pi frequente nelle donne (sono 50.500 in nuovi casi registrati in Italia nel 2017), mentre raro nei maschi: sono stati, infatti, soltanto 500 ogni anno le diagnosi nel nostro Paese. Ricorda Peter: Come uomo mi sentivo unica voce del coro. Anche quando andavo a fare la risonanza magnetica, tutte le aree di attesa avevano il cartello “solo donne”. La modella che mi hanno mostrato per spiegarmi che cosa mi stava succedendo era una donna. Non c’era niente, ma proprio niente che mi facesse sentire parte di quel mondo. Quando racconti in giro di avere il tumore al seno la gente resta sempre stupita. E questo rende tutto pi difficile, ti senti ancora pi strano, fuoriposto. Qualcuno mi ha detto: “Non cos terribile cone per una donna”. Gi, ma pur sempre cancro. Mi hanno spiegato che una donna si sente meno donna dopo la mastectomia. Ebbene mi sono sentito meno uomo, e dovevo ancora affrontare tutto.

Volevo un aspetto simmetrico, nessuno mi capiva

L’intervento viene eseguito. Dopo aver fatto la mastectomia mi vedevo orribile guardandomi allo specchio. Non ho mai avuto problemi di immagine corporea, ma mi sentivo asimmetrico. Sentivo che tutti mi guardavano, anche se probabilmente non era cos. Non mi stata offerta la possibilit di una ricostruzione o di rimodellare il seno in modo che tutto risultasse omogeneo. Quando ne ho parlato con i medici sono rimasti sorpresi dal fatto che io chiedessi un’altra mastectomia sull’altro seno. Io volevo semplicemente che le due parti fossero uguali. Sei mesi dopo ho provato a farlo da solo. Lo so che pu sembrare un gesto estremo, ma sono arrivato fin l. Il mio lato razionale mi diceva che tutto sommato non era un grosso problema, ma il lato emotivo mi ha spinto a provare a tagliare. Una notte, intorno alle due, sono andato in cucina e con un coltello ho cominciato a tagliare il mio seno, lo volevo uguale all’altro. Mi ha fermato Lorraine. Alla fine ho ottenuto la doppia mastectomia.

Il tatuaggio ai capezzoli

Peter racconta infine gli ultimi mesi trascorsi con Lorraine, dopo che nel 2016 le avevano diagnosticato un tumore alle ossa. La comune esperienza della malattia li ha avvicinati. Sono stati 18 mesi intensi, abbiamo parlato tantissimo. Non ci siamo mai sposati, ma la benedizione degli anelli in ospedale stato un po’ il nostro matrimonio. Quindici giorni dopo morta. Da allora Peter ci andato da solo ai controlli annuali. Durante uno di questi check-up una delle infermiere gli si avvicin e gli chiese: Ha mai pensato di tatuarsi i capezzoli?. Era la prima volta che mi veniva offerta questa opportunit. Non ci avevo mai pensato, ma mi ha cambiato la vita. Gli uomini mostrano i capezzoli molto pi delle donne e per anni non ho pi voluto nuotare. Ora, con i miei nuovi capezzoli, mi sento pi normale.

La chirurgia conservativa nell’uomo

Dalla storia di Peter si evince quanto poco sia conosciuto il fatto che anche gli uomini si possono ammalare di tumore al seno e che anche loro avrebbero diritto, se lo desiderano, alla chirurgia conservativa, anche se non necessario arrivare alla doppia mastectomia, come nel caso di Peter. La diagnosi di qualsiasi tipo di neoplasia si accompagna a preoccupazione, paura, ma in pi un uomo affetto da carcinoma della mammella ha a che fare con una patologia rara, con una forte connotazione femminile, tanto che spesso l’uomo quasi incredulo di fronte alla diagnosi spiega Bettina Ballardini, direttrice del Centro di Senologia del Gruppo MultiMedica a Milano . L’intervento chirurgico spesso viene sminuito (tanto a cosa serve il seno a un uomo!!!) invece fonte di stress e vergogna – spiega l’oncologa – perch , proprio come le donne, anche gli uomini soffrono l’impatto psicologico e sociale di cicatrici e “mutilazioni”. La mastectomia inibisce l’intimit o lo spogliarsi in pubblico (al mare, in piscina o palestra) senza differenze di sesso, ma per troppo tempo questo aspetto stato considerato poco rilevante nei pazienti maschi. Quando possibile viene la conservazione del capezzolo anche all’uomo. Oggi, seppur la ricostruzione del seno maschile non una routine, possibile farlo post mastectomia con innesti di grasso sottocutaneo e il tatuaggio del capezzolo, per rendere l’aspetto simmetrico.

Le terapie per l’uomo

Anche l’apprendere che sul tumore alla mammella maschile in realt si sa poco e che le conoscenze sulla prognosi e sulle terapie sono per lo pi estrapolate dalle informazioni che si hanno sul tumore alla mammella femminile pu determinare ulteriore stress commenta Ballardini. Per quanto riguarda le terapie la comunit scientifica si sta impegnando ed recente la creazione di un gruppo di esperti che collabora proprio con l’obiettivo di raccogliere tutta la casistica di questa patologia ed analizzare e cercare di comprendere meglio la biologia, l’evoluzione e l’effetto delle terapie, oltre che progettare studi clinici dedicati alla patologia mammaria nell’uomo. Il programma Internazionale sul tumore della mammella maschile (International Male Breast Cancer Program) un programma congiunto di EORTC (European Organisation for Research and Treatment of Cancer), Breast International Group (BIG) e Translational Breast Cancer Research Consortium (TBCRC negli stati Uniti). Risultati recentissimi (febbraio 2018) ottenuti grazie a questo programma, confermano che il tumore alla mammella nell’uomo e nella donna sono patologie molto differenti e che 1 maschio su 3 non trattato in modo adeguato.

20 dicembre 2018 (modifica il 21 dicembre 2018 | 09:37)

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