Pertosse, piccoli focolai che fanno paura: rischio alto per i neonati


Non una grave emergenza, non siamo di fronte a una pandemia. Ma ci sono tanti focolai epidemici nascosti, della cui esistenza da poco tempo ci si sta rendendo conto. Parliamo di pertosse, una delle malattie infantili pi conosciute, la vecchia tosse “canina” o “asinina” che dir si voglia, facilmente curabile e soprattutto prevenibile con un collaudato vaccino.

Il vaccino

Eppure recentemente le cronache ci hanno raccontato che di pertosse quest’estate sono morte due neonate, entrambe in Lombardia. Non la prima volta che capita, e non capita solo in Italia. Nel mondo muoiono circa 150mila bambini ogni anno, perch non vengono vaccinati: solo una parte della piaga delle tante morti infantili evitabili. Ma recentemente sono aumentati i casi anche nei Paesi occidentali, specialmente in Gran Bretagna, dove le vaccinazioni ci sono. Perch succede? All’origine di questi tragici eventi sta il fatto che la vaccinazione (obbligatoria) contro la pertosse, compresa nella cosiddetta trivalente (pertosse, tetano e difterite), deve essere praticata entro il primo anno di vita, ma almeno dopo il terzo-quarto mese dalla nascita. E nel frattempo il bambino esposto a una malattia che pu rivelarsi grave proprio in quel periodo della vita, perch provoca gravi difficolt respiratorie. Cos sempre stato, in verit. Ma perch oggi si assiste anche nel nostro Paese a un aumento delle infezioni un tempo rarissime tra i neonati? Perch circola una maggior quantit del batterio, che si chiama Bordetella Pertussis, tra la popolazione. questa la risposta degli infettivologi e delle autorit sanitarie, che si sono recentemente confrontati a Milano su questo tema al secondo Congresso Waidid (Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici), presieduto da una pediatra italiana, Susanna Esposito, dell’Universit di Perugia.

Pertosse, cosa sappiamo oggi: le risposte alle domande più frequenti


Che cos’è la pertosse?


Immunit fragile

Quando circa 20 anni fa, i nuovi vaccini acellulari contro la pertosse si resero disponibili e nei Paesi occidentali gradualmente la copertura vaccinale aument, si pens che la pertosse non sarebbe stato pi un problema – dice Paola Stefanelli, del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanit -. Ma oggi in diversi Paesi evidente un aumento dell’incidenza della malattia per diversi fattori concomitanti, che fanno ora della pertosse una malattia infettiva riemergente, se pur prevenibile con la vaccinazione. Il problema nasce soprattutto dal fatto che l’immunit nei confronti della pertosse fragile. Mentre la malattia naturale induce una protezione di lunga durata ma non permanente (circa 20 anni), la vaccinazione ha una durata pi breve, stimata tra i 4 e i 10 anni. In questi anni sono aumentate di numero le persone che non hanno fatto la malattia durante l’infanzia, perch vaccinate, e sono dunque aumentate le persone che hanno perso l’immunit. La pertosse quindi pu tornare, anche se non si tratta di un evento frequente.

Pi a rischio i neonati

Nel nostro Paese – spiega Stefanelli – prevista un’immunizzazione primaria nel primo anno di vita e una dose di richiamo all’et di 4-6 anni e successivamente durante l’adolescenza, a 14-16 anni. E poi bisognerebbe farlo ogni 10 anni di vita. Purtroppo non disponiamo di dati circa la copertura vaccinale dei vari richiami, ma certamente questa popolazione non omogeneamente raggiunta dalle vaccinazioni contro la pertosse sul territorio italiano, contribuendo alla circolazione del batterio. In pratica non tutti fanno il primo richiamo, ancora meno il secondo durante l’adolescenza, pochissimo gli adulti. Il che non costituisce un problema grave per i singoli individui, per i quali infatti non ci sono forti raccomandazioni da parte dei medici di famiglia o controlli ferrei. Di fatto ammalarsi di pertosse da adulti un problema quasi irrilevante e si sospetta infatti che nella maggior parte dei casi l’infezione non venga diagnosticata e sia scambiata per una normale tosse. Il vero problema che in tal modo il batterio della pertosse, che molto infettivo, prospera e circola liberamente, aumentando il rischio di colpire gli unici che rischiano davvero, cio i neonati. Il che dimostra ancora una volta qual il vero obbiettivo delle vaccinazioni di massa: immunizzare pi gente possibile per proteggere i pi deboli.

Le vaccinazioni in età fertile


Dal morbillo all’Hpv


Informare le future mamme

Quali sono le soluzioni possibili? Aumentare la copertura vaccinale, attraverso la sensibilizzazione e l’informazione, soprattutto tra gli adolescenti e i giovani adulti. E promuovere il pi possibile la pi semplice e sicura misura di protezione per i neonati: la vaccinazione della madre durante la gravidanza. Dall’anno scorso, in Italia, il Piano nazionale per la prevenzione vaccinale raccomanda una dose del vaccino dTap (la trivalente) a tutte le donne in gravidanza. Si tratta, dopo quella dell’influenza, della seconda vaccinazione raccomandata anche alle partorienti. Ma fino ad oggi questa misura di prevenzione stata adottata in misura molto modesta, non sostenuta a sufficienza neppure dai medici e dai ginecologi. Evidenze scientifiche hanno dimostrato che la somministrazione dei vaccini contro la pertosse e l’influenza ottengono il duplice risultato di proteggere la mamma e il bambino nei primi mesi di vita – dice Tina Tan, pediatra della Northwestern University di Chicago, che un’esperta di vaccinazioni in gravidanza -. Mentre i vaccini vivi attenuati, come quello contro il morbillo o la rosolia, sono controindicati in gravidanza, i vaccini cosiddetti inattivi a base di proteine, come quello contro la pertosse possono essere somministrati in sicurezza e raccomandati. Anche se pu essere utilizzato durante tutta la gravidanza, il momento ideale tra la 27esima e la 36esima settimana di gestazione. Contro l’epidemia nascosta, che fa pochissime vittime, ma che hanno il diritto di essere salvate, basterebbe quindi soltanto una corretta informazione alle future mamme.

31 ottobre 2018 (modifica il 31 ottobre 2018 | 16:13)

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Autore dell'articolo: admin