Perizia psichiatrica | Marine Le Pen


Marine Le Pen grida allo scandalo, incassando anche la solidarietà di Salvini. Ma non c’è nessun complotto…

Dai magistrati bisogna aspettarsi di tutto, credevo di aver visto tutto, e invece no“. Così Marine Le Pen ha commentato attraverso twitter la richiesta di una perizia psichiatrica nei suoi confronti, disposta dalla magistratura francese nell’ambito di un procedimento per “diffusione di immagini violente“. La Le Pen nel 2015 pubblicò sui social network delle terribili immagini di torture ed omicidi commessi dall’Isis. Questa iniziativa le è costata un procedimento penale perché aveva sottoposto all’opinione pubblica, minori compresi, senza prevedere alcun filtro, delle immagini decisamente violente. Tra queste, per esempio, quelle di un uomo dato alle fiamme.

La Le Pen ha affermato di sentirsi vittima della giustizia: “Per aver denunciato gli orrori di Daesch attraverso dei tweet la giustizia mi sottopone ad una perizia psichiatrica. Fino a dove vogliono arrivare?“. La Le Pen ha voluto lasciare ad intendere che ci sarebbe stato un chiaro abuso nei suoi confronti da parte della giustizia francese, pronta a far valutare la sua salute mentale al fine, evidentemente, di delegittimarla agli occhi dell’opinione pubblica. Una presunta umiliazione alla quale lei non è disposta a sottostare: “Non ci andrò, beninteso, aspetto di vedere come i magistrati mi costringeranno“.

Dall’Italia e più precisamente da Matteo Salvini è arrivata una pronta dimostrazione di solidarietà: “Una procura ordina una perizia psichiatrica per Marine Le Pen. Non ho parole! Solidarietà a lei e ai francesi che amano la libertà!“.

In realtà non esiste alcun attacco alla libertà o alcun tentativo di screditare la Le Pen. Quanto disposto dalla giustizia francese nei suoi confronti è, infatti, totalmente nella norma e previsto dal codice di procedura penale. L’articolo 706-47-1 prevede, infatti, che “le persone perseguite per uno dei reati di cui all’articolo 706-47 devono essere sottoposte, prima di ogni giudizio sul merito, a una relazione medica“. Si tratta quindi di una garanzia per gli imputati, che non possono essere sottoposti ad un giudizio di merito senza prima aver verificato le loro condizioni di salute mentale.

Nessun complotto, dunque, ma solo il tentativo di diffondere una fake news per fini politici.




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Autore dell'articolo: admin