perché Salvini aveva un cartello diverso da Conte e Di Maio


salvini conte di maio

Il dettaglio non poteva sfuggire ad osservatori attenti: durante la conferenza stampa tenuta ieri sera a Palazzo Chigi dopo l’approvazione del decretone, Matteo Salvini ha esposto un cartello diverso rispetto al premier Giuseppe Conte e al vicepremier Luigi Di Maio. È evidente che il leader della Lega abbia voluto curare solo ed esclusivamente il proprio elettorato, cui era stato promesso in campagna elettorale proprio l’approvazione di Quota 100 per i nuovi calcoli pensionistici. Per il vicepremier Salvini, il reddito di cittadinanza è una sorta di “danno collaterale”, un provvedimento che sostanzialmente accetta ma non sposa come linea politica del suo partito.

Qualcuno dalle parti di Forza Italia ha visto in questa scelta di Salvini un segnale di riavvicinamento al centrodestra, considerate le imminenti tornate elettorali e soprattutto la scadenza del contratto di governo per il primo anno, previsto a maggio 2019. Qualcuno sostiene che il ministro dell’Interno potrebbe decidere in quell’occasione di staccare la spina al governo Conte per dare vita ad un nuovo esecutivo. In realtà, pur racchiudendo tutte le anime del centrodestra, non ci sarebbe una maggioranza alternativa a quella attuale, a meno che non si torni alle urne. Un’eventualità che attualmente Salvini non prende minimamente in considerazione.

Nel corso della conferenza stampa di ieri, il titolare del Viminale ha ringraziato infatti gli alleati di governo per i “sette mesi entusiasmanti” fin qui vissuti assieme, ma al contempo ha aggiunto che “lo saranno altrettanto i prossimi dieci anni”. Tradotto: se questa maggioranza di governo dovesse fare bene e durare per tutta la legislatura, l’alleanza potrebbe essere prolungata anche nella successiva. Insomma, il cartello differente da Conte e Di Maio è servito a Salvini solo per continuare a coltivare il proprio orticello, consapevole che il M5S è indiscutibilmente il secondo partito nel Paese e che è più facile che si sgretoli Forza Italia piuttosto che i pentastellati.

A proposito di ciò, anche il Corriere della Sera ammette che la nuova discesa in campo di Silvio Berlusconi volga a bloccare una diaspora in atto all’interno dei suoi gruppi parlamentari verso la Lega di Salvini.




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Autore dell'articolo: admin