Perché Lega e Cinquestelle sul caso Lodi sono divisi


Perché Lega e Cinquestelle sul caso Lodi sono divisi



La vicenda della mensa scolastica di Lodi diventa un caso politico e divide gli alleati di governo. I 5 stelle, con il leader e vicepremier Luigi Di Maio, si sono schierati al fianco dei bambini immigrati, promettendo una soluzione (“I bambini non si toccano. Se alcuni genitori non si comportano bene si multino loro, non i loro figli”, ha detto ieri il ministro del Lavoro).

La Lega, al contrario, ha rivendicato la giustezza della decisione assunta dall’amministrazione, a guida leghista. E anche oggi il leader del partito di via Bellerio e vicepremier, Matteo Salvini, ha ribadito: “il sindaco fa bene, basta furbetti”.

Fico va all’attacco

Lo scontro si alza di livello quando il presidente della Camera, Roberto Fico, stigmatizza duramente quanto accaduto e afferma che “chi ha sbagliato deve chiedere scusa”. Parole che irritano non poco la Lega, che rivolge alla terza carica dello Stato un consiglio tranchant: “L’ultimo presidente della Camera che ricordo entrare così tanto nel dibattito politico era Fini, spero che Fico abbia più fortuna. Ci auguriamo che invece che lanciarsi in polemiche gratuite contro la Lega si dedichi a tempo pieno all’organizzazione dei lavori di Montecitorio, restando super partes”, scandisce il capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari.

La vicenda di Lodi riguarda 316 famiglie immigrate che sarebbero costrette a pagare una retta più alta in quanto se si vuole usufruire di tariffe agevolate per mensa e scuolabus si deve presentare oltre al modulo Isee che certifica i redditi, anche un documento che attesti che non si posseggono case o redditi nei Paesi d’origine. In soccorso dei bimbi si è messa in moto una colletta che ha raggiunto in poco tempo 60 mila euro e la cifra è poi cresciuta ancora.

Perché Lega e Cinquestelle sul caso Lodi sono divisi

 La giunta di Lodi, al centro l’assessore Suellen Belloni

La sinistra stavolta è compatta

Contro le decisioni del comune si schierano Pd e Leu. “Il mio Paese non è quello in cui nelle mense scolastiche i bambini vengono smistati a seconda della nazionalità dei loro genitori”, accusa Laura Boldrini, deputata di Liberi e uguali. “Leggo le dichiarazioni del ministro Salvini sulla vicenda di Lodi. Siamo all’ennesima propaganda sulla pelle dei bambini e sinceramente è vergognoso”, afferma il segretario dem Maurizio Martina.

Sulla stessa linea Matteo Renzi: “Discriminare un bambino per la condizione economica dei suoi genitori o per la sua provenienza geografica è una vergogna assoluta”.

Il Pd solleva poi un altro caso analogo a Padova, questa volta relativo ai libri scolastici: “Dopo Lodi anche il Veneto è stato contagiato dalla foga razzista contro i bambini. C’è una odiosa gara a chi discrimina di più”, afferma la parlamentare veneta Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati dem.

Salvini non si smuove

Critiche e attacchi che non smuovono di un millimetro il titolare del Viminale: “Il sindaco di Lodi vuole controllare che tutti quelli che devono paghino la mensa scolastica dei figli? Fa bene”, scrive su Facebook. “Basta coi furbetti, se c’è gente che al suo Paese ha case, terreni e soldi, perché dovremmo dare loro dei servizi gratis, mentre gli Italiani pagano tutto? Quanti immigrati hanno una casa popolare anche se hanno case al loro Paese? Quanti prendono contributi e pensioni e se le godono al loro Paese? Basta, la pacchia è finita. Non è razzismo, è solo giustizia e buon senso”, sottolinea Salvini.

Ribatte ancora Fico

 Di tutt’altro avviso il presidente della Camera: “I bambini a Lodi devono poter proseguire le loro attività scolastiche con tutta la serenità possibile. Per le discriminazioni che di fatto quella delibera comunale ha provocato, occorre chiedere scusa”, si legge in un post del presidente della Camera, che già si era espresso in mattinata contro quanto accaduto a Lodi a margine di una iniziativa a Napoli.

“Non possono essere i più piccoli a pagare le conseguenze di errori altrui. Credo fermamente nella forza di un Paese che di fronte ad avvenimenti simili si indigna ed è pronto a rispondere rimettendo al centro i diritti e i valori di comunità. Questo è successo a Lodi dove un’incredibile manifestazione di solidarietà ha dato una risposta splendida. Adesso chi ha sbagliato – mi auguro in buona fede – chieda scusa”. Perché per Fico “integrare significa costruire spazi e luoghi di condivisione, come una mensa appunto”.

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Autore dell'articolo: admin