Perché in questi giorni parliamo di Estate di San Martino


Perché in questi giorni parliamo di Estate di San Martino



La nuova settimana dovrebbe coincidere secondo storici, meteorologi e (perché no?) poeti, con l’inizio della cosiddetta Estate di San Martino, unica ricorrenza che mette d’accordo i più illustri professionisti di materie che c’entrano poco o nulla le une con le altre. La suddetta estate che arriva proprio nei giorni in cui secondo calendario si festeggia Martino di Tours (che diventerà poi appunto San Martino) che, come ricorda il Corriere della Sera, “tra il 371 e il 397 dopo Cristo fondò a Ligugé, in Francia, il primo monastero dell’Occidente”; ma soprattutto è legato ad un mito che davvero unisce leggenda e teologia.

L’estate infatti, più come concetto di calore, è quella che il Santo portò a due poveri regalando loro il suo mantello in una fredda sera di novembre, salvandogli così la vita. Una declinazione biblica dell’avvenimento ci racconta che uno di questi poveri era in realtà lo stesso Gesù, che in seguito all’atto di pietà gli si mostrò in sogno per concedergli il battesimo, e al risveglio Martino, che aveva strappato e donato il suo mantello, lo ritrovò integro nella sua stanza. Pare che sia da allora che esista l’Estate di San Martino, quei giorni di novembre, quindi ormai in pieno autunno, durante i quali la temperatura straordinariamente si riscalda.

Come scrive sull’argomento il sito specializzato centrometeo.com “il nome di Estate di San Martino, condiviso anche con altre culture come in Francia, Spagna e nei paesi anglosassoni (dove viene chiamata Indian Summer, cioè estate indiana), deriverebbe proprio dal fatto che è tipico, specie nella prima metà di Novembre, assistere a un periodo relativamente quieto e mite delle condizioni atmosferiche, magari dopo i primi episodi “freddi” di Ottobre. Non sono infrequenti espansioni dell’Anticiclone delle Azzorre se non addirittura del promontorio sub-tropicale africano, cosa che può però benissimo accadere in altri periodi dell’anno.

Ma all’inizio di Novembre il nostro emisfero ha iniziato solo da poco a raffreddarsi e sebbene il Sole sia ormai piuttosto basso e le ore di luce si siano notevolmente ridotte, basta poco per ritrovare il tepore”. Un concetto quindi, legato a buone nuove ed improvvise; anche l’economia lo ha adottato, definendo Estate di San Martino quei 50 anni tra il 1550 e il 1660 particolarmente, nonché inspiegabilmente, floridi per l’economia italiana, quando una serie di congiunture deposero improvvisamente a nostro favore. Insomma, i giorni che coincidono con l’estate di San Martino sono sprazzi di luce e di gioia all’interno del grigiore autunnale, non è un caso infatti che anche nella tradizione contadina in questo periodo in passato si rinnovassero i contratti agricoli (da qui il detto “fare San Martino” ovvero traslocare) e si organizzasse il primo assaggio dei vini della vendemmia di settembre.

Ed è proprio questa tradizione che ha ispirato Giosuè Carducci per la composizione di San Martino (“Va l’aspro odor de i vini / L’anime a rallegrar”). Fedeli, scienziati, poeti, contadini, tutti uniti per festeggiare la tregua con il cielo, durante gli ultimi tre giorni di estate che concede prima dell’inverno. 

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Autore dell'articolo: admin