Perché Gibilterra è diventata un intoppo per la Brexit 


Perché Gibilterra è diventata un intoppo per la Brexit 

 (Afp)


 Gibilterra




Gran Bretagna e Ue vogliono concludere accordi che “creeranno un’area di libero scambio, che combini una profonda cooperazione normativa e doganale, sorretta da disposizioni che assicurino la parità di condizioni per una concorrenza aperta e equa”. È quanto prevede la bozza di dichiarazione politica sulle relazioni future dopo la Brexit, per facilitare il movimento delle merci.

Il punto di partenza dovrebbe essere il “il territorio doganale unico” previsto nell’accordo di ritiro tra Ue e Regno Unito. Risolto (apparentemente) il nodo irlandese, è la “Rocca”, adesso a sbarrare il passo alla Brexit, impegnando i negoziatori Ue in una difficile intesa tra Madrid e Londra sulla sorte di Gibilterra.

Sulla Brexit i dossier relativi “a Gibilterra e alla pesca devono ancora essere risolti”, ha detto il portavoce della Commissione europea, Margaritis Schinas. La questione di Gibilterra “non è chiusa, perché il lavoro continua”, ha spiegato Schinas, sottolineando che ci sono “idee” per superare lo stallo. “Tocca agli Stati membri e a arrivare a un’approvazione domenica”, mentre la Commissione intende “aiutare come facilitatore”.

Spagna e Gran Bretagna, secondo il quotidiano El Pais, hanno provvisoriamente chiuso il pacchetto che regolerà il rapporto tra la Spagna e la colonia britannica una volta che il Regno Unito lascerà l’Ue. Si tratta di quattro memorandum d’intesa e un trattato fiscale, ma qualcosa non deve aver funzionato se oggi Theresa May, parlando alla Camera dei Comuni, ha dichiarato:

“La sovranità di Gibilterra dev’essere tutelata”.

E ieri il premier spagnolo, Pedro Sanchez, avvertiva che “senza novità su Gibilterra” porrà il veto. La premier britannica, comunque, sembra soddisfatta, e continua a ribadire che l’intesa complessiva sul divorzio dall’Ue è “un buon accordo, l’accordo giusto per il Regno Unito che applica il risultato del referendum” di giugno 2016″.

Bruxelles procede, intanto, sulla Dichiarazione politica, di cui ha dato notizia il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk: “È stato trovato un accordo a livello di negoziatori e concordata in linea di principio a livello politico, fatta salva l’approvazione dei leader”, ha scritto Tusk su Twitter, in vista del Vertice straordinario di domenica prossima, quando la bozza di accordo dovrà essere approvata o respinta dai capi di Stato e di governo. La relazione futura, afferma la bozza, “sarà radicata nei valori e negli interessi che l’Unione e il Regno Unito condividono”.

“L’Unione e il Regno Unito sono determinati a lavorare insieme per salvaguardare l’ordine internazionale fondato sulle regole, lo stato di diritto e la promozione della democrazia, e standard elevati sul commercio libero e equo, i diritti dei lavoratori, la protezione dei consumatori e dell’ambiente, e la cooperazione contro le minacce interne e esterne ai loro valori e interessi”, si legge nel documento.

La bozza fissa “i parametri di una partnership ambiziosa, ampia, profonda e flessibile sul commercio e la cooperazione economica, la polizia e la giustizia penale, la politica estera, la sicurezza e la difesa e aree piu’ ampie di cooperazione”. La relazione futura dovrà essere fondata su “un equilibrio di diritti e obblighi”.

Le due parti – secondo quanto previsto dal preambolo – si impegnano a “assicurare l’autonomia del processo decisionale dell’Unione”, “l’integrità del Mercato Unico e dell’Unione Doganale e l’indivisibilità delle quattro libertà”, “la sovranità del Regno Unito” e il rispetto “del risultato del referendum del 2016 compreso lo sviluppo di una politica commerciale indipendente e la fine della libertà di movimento delle persone”.

Per facilitare il movimento delle merci, l’Unione Europea e il Regno Unito vogliono concludere accordi che “creeranno un’area di libero scambio, che combini una profonda cooperazione normativa e doganale, sorretta da disposizioni che assicurino la parità di condizioni per una concorrenza aperta e equa”. La partnership economica dovrebbe assicurare che non ci siano tariffe o restrizioni quantitative in tutti i settori, con accordi doganali ambiziosi. Il punto di partenza dovrebbe essere il “il territorio doganale unico” previsto nell’accordo di ritiro tra Ue e Regno Unito. Per garantire la libera circolazione delle merci nella relazione futura con l’Unione Europea, “il Regno Unito considererà di allinearsi alle regole dell’Ue nei settori rilevanti”.

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