Perché è sempre obbligatoria la visita medico-sportiva agonistica?


Anche quest’anno per partecipare a un campionato di calcio di livello amatoriale dovr sottopormi alla solita visita medico sportiva agonistica. Ma perch in Italia esiste questo obbligo quando in altri Paesi un controllo del genere non previsto? Non sarebbe sufficiente un certificato del mio medico di famiglia che mi conosce da anni e sa benissimo che sono perfettamente sano?

RISPONDE
Gianfranco Beltrami, specialista in Medicina dello Sport, docente all’Universit di Parma, vice presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana

La visita medico sportiva agonistica, dall’entrata in vigore della legge (febbraio 1982) che la rende obbligatoria, ha consentito una notevole riduzione dell’incidenza di morte improvvisa sui campi di gara nel nostro Paese. La certificazione agonistica rappresenta inoltre un valido strumento di prevenzione, in quanto primo e unico screening obbligatorio rimasto per la tutela sanitaria della popolazione, in particolare di quella giovanile, essendo venute meno la visita scolastica e quella di leva.

Le (molte) patologie che vengono individuate

La visita medica per la certificazione dell’idoneit ha, infatti, la funzione non solo di evidenziare eventuali incompatibilit con la specifica pratica sportiva, ma anche di rilevare quelle piccole patologie che non determinano la non idoneit, ma che con una diagnosi tempestiva e una cura efficace, consentono di assicurare un guadagno in salute ed un risparmio per il Sistema sanitario nazionale e regionale. Vengono infatti di frequente diagnosticate per la prima volta nel corso della visita non solo importanti patologie a livello cardiaco, che possono esporre al rischio di morte improvvisa, ma anche problemi dell’apparato locomotore come squilibri posturali, scoliosi e dismorfismi del rachide oppure ernie o varicocele.

Occasione per utili consigli

Inoltre la visita rappresenta un momento fondamentale per indurre corretti stili di vita, scoraggiare l’uso di tabacco e alcolici, favorire un’alimentazione adeguata allo sport praticato e un corretto uso degli integratori, con la spiegazione dei rischi legati a un loro consumo indiscriminato. Per questi motivi il modello italiano invidiato all’estero ed considerato all’avanguardia nel mondo. In molti Paesi, specialmente europei, non a caso, si sta cercando di imitarlo introducendo una serie di controlli, specialmente a livello giovanile e per gli atleti di alto livello.

Gli obblighi di legge

In Italia sono tenuti obbligatoriamente e per legge a sostenere la visita agonistica tutti i tesserati a una Federazione del Coni, a una disciplina sportiva associata o a un Ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni, con l’et minima per l’inizio e la fine dell’attivit agonistica, stabilita da ciascuno di questi soggetti. Il protocollo di visita nazionale ed definito dalla legge, con varianti in funzione delle diverse pratiche sportive; le Regioni ne stabiliscono l’attuazione e l’organizzazione. La certificazione, gratuita in Italia per minorenni e disabili, specifica per ogni sport o disciplina praticata, poich viene valutato dal medico certificatore (che deve essere per legge uno specialista in Medicina dello sport) il rischio sportivo, valutato sia in gara sia in allenamento, rispetto a specifiche patologie che potrebbero consentire la pratica solamente di alcuni tipi di attivit sportive ma non di altre. La periodicit della visita di norma annuale, salvo alcuni sport per la quale biennale (pr esempio: golf, tiro con l’arco).

L’iter della visita

La visita deve seguire precise modalit, stabilite dalla legge, con la contemporaneit di tutti gli accertamenti obbligatori periodici. Oltre a un’approfondita anamnesi (intervista sulla storia clinica, ndr) e alla visita clinica con valutazione di tutti gli organi e apparati, nel corso della visita devono essere seguiti un elettrocardiogramma a riposo e dopo esecuzione di una prova da sforzo (step test) con valutazione del recupero dopo sforzo, un esame delle urine e una spirometria per la valutazione della capacit respiratoria. Secondo le pi recenti Linee guida, dopo i quarant’anni per gli uomini e i cinquanta per le donne, viene consigliato un test da sforzo massimale in presenza di fattori di rischio cardiovascolare. Il medico certificatore pu, ai fini della concessione dell’idoneit, e su motivato sospetto clinico-diagnostico, richiedere anche accertamenti suppletivi. La documentazione relativa alla visita deve essere conservata almeno cinque anni a cura del medico certificatore, o dalla struttura pubblica o privata accreditata.

14 novembre 2018 (modifica il 15 novembre 2018 | 11:37)

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Autore dell'articolo: admin