Perché Berlusconi è convinto di un imminente ribaltone al Senato: l’operazione ‘scoiattolo’


Perché Berlusconi è convinto di un imminente ribaltone al Senato: l'operazione 'scoiattolo'

 (Afp)


 Silvio Berlusconi




“Ci mancano 6-8 voti al Senato e sarà ribaltone, stiamo portando avanti i contatti con i 5 stelle responsabili, presto ci saranno delle novità”. Ieri sera durante la cena con i deputati Silvio Berlusconi ha professato ottimismo. La convinzione espressa ai suoi è che presto FI sarà al governo e che l’esecutivo cadrà entro gennaio.

In realtà i parlamentari azzurri frenano su questa prospettiva, in tanti osservano che non ci sarà prima delle Europee alcuna slavina. “Noi – spiega un ‘big’ pentastellato a palazzo Madama – temiamo che qualcuno possa guardare a sinistra, non certo a destra”. Anche i ‘malpancisti’ del Movimento che non hanno votato il dl sicurezza non sono stati cacciati dal gruppo.

Prenderanno una reprimenda dal collegio dei probri viri, ma nulla di più. Del resto nella maggioranza si sottolinea come dopo l’ok alla manovra anche le fibrillazioni di questi giorni non ci saranno più. L’operazione ‘scoiattolo’ come è stata battezzata dal Cavaliere è destinata quindi a fallire secondo gli esponenti del Movimento. Ed in ogni caso – osserva un ‘big’ di FI – Salvini non ha alcuna intenzione di legittimare di nuovo Berlusconi, farà di tutto per tenere in piedi questo governo.

Tuttavia su input del Cavaliere parlamentari azzurri cercheranno di avvicinare i malpancisti M5s. Per l’ex premier il voto ai Cinque stelle è “una malattia” che ha colpito gli italiani. I dittatori non sono venuti fuori da un colpo di stato ma da un voto popolare, ha ragionato l’ex presidente del Consiglio citando Hitler e Fidel Castro. Qualche giorno fa mi sono guardato allo specchio – ha raccontato Berlusconi ai parlamentari.

Il timore del Cav è che da gennaio parta l’offensiva M5s 

Ho visto un uomo leggermente più alto che è sceso in campo nel ’94 contro i comunisti. Ora si tratta di battere i Cinque stelle che sono peggio, la tesi di Berlusconi. Ieri alla cena era presente anche l’ex grillino Dall’Osso. Ma il timore del Cavaliere è che da gennaio parta l’aggressione M5s sui tetti agli spot pubblicitari.

Berlusconi con i parlamentari non ha fatto alcun riferimento alle sue aziende ma nei gruppi c’è la convinzione che all’inizio del prossimo anno arriverà la ‘vendetta’ M5s in Parlamento. Lo stesso presidente della Camera, Fico, ha rilanciato la necessità che si affronti il tema del conflitto d’interessi. Con una premessa: “L’errore più grande che si possa fare è pensare che la legge sia riferita solo a Berlusconi”.

Per la terza carica dello Stato però si tratta di “una priorità”: “Non c’è dubbio che dobbiamo parlare di editore puro, del conflitto di interessi. Lo ridico: la legge sul conflitto di interessi è una priorità. È lì che si è innescato il senso buio dell’informazione, ci sono imprenditori che possono fare politica e nello stesso tempo hanno televisioni e giornali”.

Ed ancora: “questo Paese non può funzionare così. Non posso avere tre televisioni e dieci giornali e allo stesso tempo fare politica perché mantieni una fetta di mercato per fare informazione positiva su di te o per leggi a favore delle tue aziende. Non sto parlando esclusivamente di Mediaset”.

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Autore dell'articolo: admin