per Roberto Formigoni condanna aumentata in appello


Formigoni per la vicenda Maugeri era stato condannato a 6 anni in primo grado. “Il Celeste” si è sempre detto innocente

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16.38 – La condanna in appello di Roberto Formigoni a 7 anni e mezzo conferma l’impianto accusatorio della procura secondo cui “Il Celeste” avrebbe favorito i due enti, San Raffaele e Maugeri, con delibere di giunta per milioni e milioni di rimborsi pubblici.

Secondo gli inquirenti, dalle casse della Maugeri sarebbero usciti tra il 1997 e il 2001 la bellezza di 61 milioni di euro trasmigrati sui conti dell’uomo d’affari Piarangelo Daccò e dell’ex assessore regionale Antonio Simone i quali avrebbero garantito poi a Formigoni circa 6,6 milioni di utilità: dai viaggi alle gite su yacht fino alle cene in ristoranti di lusso.



Formigoni è stato condannato al massimo della pena prevista per il reato di corruzione. I giudici della Quarta Corte d’Appello di Milano non hanno concesso le attenuanti generiche all’ex governatore e lo hanno condannato anche all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Con Formigoni sono stati condannati in appello anche l’ex direttore amministrativo della clinica Maugeri di Pavia Costantino Passerino, a 7 anni e sette mesi, dai 7 anni del primo grado, e l’imprenditore Carlo Farina, a 3 anni e 4 mesi, come nel primo grado di giudizio. Daccò e Antonio Simone hanno patteggiato la pena durante l’appello.

16.00 – La Corte d’Appello Milano ha aumentato la pena a carico di Roberto Formigoni condannando l’ex governatore della Lombardia a 7 anni e 6 mesi, dai sei anni presi in primo grado. Formigoni era imputato di corruzione nel processo sul caso San Raffaele-Maugeri. Secondo l’accusa avrebbe favorito i due enti con delibere di giunta in cambio di tutta una serie di utilità.

Caso Maugeri: sequestrati 5 milioni e vitalizi a Roberto Formigoni

21 giugno 2018

Sequestro di beni per 5 milioni e dei vitalizi a carico di Roberto Formigoni, ex presidente della Regione Lombardia dal 1995 al 2013, ex sottosegretario di Stato al ministero dell’Ambiente, ex europarlamentare, ex deputato ed ex senatore.

La Corte dei Conti della Lombardia ha ordinato oggi un sequestro conservativo per un valore di 5 milioni di euro a carico del politico, per la vicenda Maugeri, per la quale Formigoni è stato condannato in primo grado a 6 anni per corruzione e a versare alla Regione una provvisionale risarcitoria di 3 milioni di euro. “Allo stato degli atti, le provvisionali non risultano corrisposte” evidenziano i giudici contabili che hanno emesso il provvedimento di sequestro.

Secondo la Corte dei Conti sono state “distratte risorse economiche dalle finalità pubbliche”. Formigoni: “si è avvalso dei mediatori-agevolatori Daccò e Simone” per un danno all’erario regionale di quasi 60 milioni. In primo grado il mediatore Pierangelo Daccò è stato condannato a 9 anni e 2 mesi, mentre l’ex assessore lombardo alla sanità Antonio Simone a 8 anni e 8 mesi. Entrambi in vista dell’appello, con sentenza che è attesa tra 5 giorni, hanno deciso di patteggiare.

La condanna in primo grado per Formigoni

Secondo la sentenza di primo grado in cambio di “utilità” (si parlò molto di regalie, viaggi e vacanze di lusso) Formigoni tramite atti di giunta avrebbe favorito la fondazione Maugeri e l’ospedale San Raffaele (altra tranche del procedimento penale) facendo ottenere rimborsi per prestazioni sanitarie che altrimenti non sarebbero stati possibili.


Il tribunale meneghino a dicembre 2016 ritenne che “le utilità corrisposte a Formigoni in esecuzione dell’accordo corruttivo, tra il 2006 ed il 2011, siano stimabili nell’ordine di almeno sei milioni di euro”.

Il sequestro dei vitalizi

A Formigoni sono stati “congelati” anche i vitalizi da ex deputato e senatore, il trattamento pensionistico per l’incarico di parlamentare europeo, il vitalizio e l’indennità di fine mandato da ex governatore della Lombardia.




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Autore dell'articolo: admin