Pensioni: rivalutazione da aprile 2019


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Non ci sono solo i pensionati d’oro contro il governo. I sindacati della categoria tutta annunciano una manifestazione nazionale che si terrà sabato 1 giugno in Piazza del Popolo a Roma. La mobilitazione sarà preceduta da tre assemblee, il 9 maggio a Napoli, nella stessa capitale e a Padova.

Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil fanno sapere che i pensionati protesteranno “contro la totale mancanza di attenzione nei loro confronti da parte del governo” che si è “mostrato del tutto sordo” rispetto alle loro istanze. “L’unica misura messa in campo è stata quella del taglio della rivalutazione” delle pensioni decisa dall’ultima legge di bilancio, denunciano i sindacati.

La direttrice generale dell’Inps Gabriella Di Michele lo aveva anticipato nei giorni scorsi: “Le pensioni di aprile saranno adeguate alla nuova perequazione per il recupero dell’inflazione e probabilmente a giugno vi sarà il ricalcolo delle pensioni d’oro, con conguaglio”.

Rivalutazione pensioni aprile 2019: percentuali e tagli

Da aprile 2019, cambia infatti l’adeguamento delle pensioni al costo della vita. Ecco come saranno rivalutati gli assegni che, dopo essere stati oggetto di una rivalutazione piena nei primi mesi dell’anno, subiranno un conguaglio dal mese prossimo, perché la nuova perequazione andava applicata già dall’1 gennaio. Le fasce di tagli sono 6.

Per le pensioni superiori a 3 volte il minimo e inferiori a 4 (tra 1522 e 2029 euro) la rivalutazione è del 97% (taglio del 3%); per quelle tra 4 e 5 volte il minimo (per assegni fino a 2537 euro) la rivalutazione è del 77% (taglio del 23%); per le pensioni tra 5 e 6 volte il minimo (per assegni fino a 3042 euro) la rivalutazione è del 52% (taglio del 48%); per le pensioni oltre 6 volte il minimo (fino a 4059 euro) la rivalutazione è del 47% (taglio del 53%); per quelle oltre 8 volte il minimo del 45% (per assegni fino a 4566 euro e taglio del 55%); per gli assegni oltre 9 volte il minimo la rivalutazione sarà del 40% (per assegni superiori a 4566 euro e taglio del 60%).

La rivalutazione piena vale solo per i trattamenti fino a tre volte il minimo. A essere interessati della perequazione 5,6 milioni di pensionati: 2,6 milioni subiranno una riduzione media di 28 centesimi al mese. Solo le pensioni fino a 1.522 euro avranno un incremento dell’1,1% mentre quelle oltre nove volte il minimo recupereranno solo lo 0,44%. Rispetto alla normativa precedente il taglio supera i 25 euro al mese solo per chi riceve un assegno superiore a 10 volte il minimo.

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Autore dell'articolo: admin