Pedofilia nella Chiesa australiana: segreto della confessione inviolabile


Rifiutata la raccomandazione della commissione nazionale d’inchiesta

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Il segreto della confessione è inviolabile anche di fronte ai casi di stupro commessi da membri del clero. La Chiesa cattolica australiana rifiuta la raccomandazione della Commissione nazionale d’inchiesta sugli abusi sessuali spiegando che non si possono obbligare i sacerdoti a rivelare informazioni apprese durante la confessione perché ciò minerebbe “le libertà religiose”.

La decisione sarà foriera di nuove polemiche sulla Chiesa che si auto protegge e auto assolve dai reati commessi da suoi membri, proprio mentre analoghe inchieste negli Stati Uniti hanno portato il procuratore della Pennsylvania a puntare direttamente il dito contro presunte coperture del Vaticano e l’ex nunzio apostolico Monsignor Viganò ha accusato Papa Francesco in prima persona di essere stato a conoscenza di abusi.

La chiesa cattolica australiana ci ha messo 9 mesi per rispondere alla richiesta della Commissione nazionale che indaga sugli abusi commessi da sacerdoti. La commissione aveva presentando 122 richieste ad hoc per agevolare le indagini, tutte rigettate. Secondo il rapporto del 2017 della Royal commission, in Australia sono 1880 i preti cattolici coinvolti in indagini su abusi sessuali, il 7% del clero locale, abusi perpetrati dal 1950 e il 2010 nella sostanziale indifferenza delle istituzioni ecclesiali. I casi di pedofilia accertarti in 30 anni, tra il 1980 e il 2010, sono stati 4.440.




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Autore dell'articolo: admin