Palermo, studenti accostano Salvini a Mussolini. Digos in classe e insegnante sospesa


La Professoressa non avrebbe vigilato a dovere sul lavoro degli alunni.

Insegnante sospesa Palermo

Un caso è esploso in una scuola di Palermo, l’Istituto Tecnico Industriale Vittorio Emanuele III, perché una professoressa, Rosa Maria Dell’Aria, che insegna italiano, è stata sospesa per 15 giorni e con lo stipendio dimezzato perché; secondo l’Ufficio Scolastico Provinciale non avrebbe vigilato a dovere suoi suoi alunni.

Il fatto: in occasione della Giornata della Memoria, il 27 gennaio 2019, gli allievi 14enni della professoressa Dell’Aria hanno realizzato una videopresentazione nella quale veniva fatto un accostamento tra le leggi razziali promulgate da Benito Mussolini nel 1938 e il decreto sicurezza dell’attuale ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Il giorno dopo, il 28 gennaio, Claudio Perconte, un attivista di destra che spesso diffonde sui social notizie non verificate e che scrive in prima persona per siti di estrema destra come Vox e Primato Nazionale, ha scritto un post su Twitter:

“Salvini-Conte-Di Maio? Come il reich di Hitler, peggio dei nazisti. Succede all’Iti Vittorio Emanuele III di Palermo, dove una prof per la Giornata della Memoria ha obbligato dei quattordicenni a dire che Salvini è come Hitler perché stermina i migranti. Al Miur hanno qualcosa da dire?”

La leghista Lucia Borgonzoni, sottosegretaria al ministero del Beni culturali, è intervenuta sul caso e ha scritto su Facebook:

“Se è accaduto realmente andrebbe cacciato con ignominia un prof del genere e interdetto a vita dall’insegnamento. Già avvisato chi di dovere”

È così scattata l’ispezione dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Palermo e il provveditore Marco Anello ha spiegato:

“Abbiamo ricevuto una segnalazione dal ministero, ma eravamo già al corrente di quanto accaduto la libertà di espressione non è libertà di offendere e l’accostamento delle leggi razziali al decreto sicurezza è una distorsione della realtà. Abbiamo agito nella massima trasparenza dopo un’ispezione e una lunga istruttoria in cui sono state sentite tutte le parti”

Intanto sabato scorso è scattata la sospensione della professoressa. Tutta la scuola è dalla sua parte e i suoi avvocati Alessandro Luna e Fabrizio La Rosa spiegano:

“La docente è amareggiata. Le si contesta il mancato controllo su alcuni accostamenti ritenuti offensivi e che rappresentano una visione distorta della storia e implicitamente la si accusa di aver indotto gli alunni ad agire in questo modo. Ma l’insegnante non può sindacare la libertà di espressione degli alunni e la sua libertà di insegnamento è tutelata dalla Costituzione, purché non oltrepassi il limite del buon costume e non minacci l’ordine pubblico”

La docente insegna in quella scuola da oltre venti anni, il vicepreside Giuseppe Castrogiovanni a Repubblica ha raccontato:

“Il 27 gennaio si è svolta una normale attività didattica. I ragazzi, cercando su Internet, hanno trovato delle comparazioni tra un periodo precedente e oggi e hanno fatto un paragone tra leggi razziali e decreto sicurezza. Forse è sfuggito di mano perché non era un’attività svolta in classe, ma era un evento pubblico, in aula magna, la professoressa non è potuta intervenire per dire se era inopportuno o meno questo tipo di paragone, perché si poteva magari evitare”

Anche molti alunni ed ex alunni della Professoressa hanno detto che la docente è sempre stata molto corretta, senza mai esprimere opinioni politiche. Intanto a scuola è arrivata anche la Digos.


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Autore dell'articolo: admin