Otto pazienti su dieci mentono al medico


“A me non deve mentire: non siamo sposati”: cos parl il Dottor House a una paziente durante il primo colloquio per raccogliere l’anamnesi. E del resto che senso avrebbe mentire al proprio medico curante? Certo, sul piano razionale non ha alcun senso e anzi la menzogna al medico non pu che essere di nocumento, proprio perch non gli si offre l’opportunit di capire, aiutarci e curarci deviandolo dalla verit. Ma l’essere umano non fatto solo di razionalit e le nostre vite sono costellate da azioni e frasi che non hanno nulla a che fare con il raziocinio.

Paura di deludere il dottore

Ed cos che tantissime persone al medico non dicono la verit e, a fronte di informazioni ricevute che non comprendono, non chiedono nemmeno spiegazioni, simulando tranquillit. la conclusione di uno studio dell’Universit dello Utah che denuncia un rapporto tutt’altro che improntato alla trasparenza. E il motivo principale la paura di deludere il dottore. Pudore, imbarazzo, senso di colpa, tentativi maldestri di negare anche a noi stessi o persino paura del verdetto del medico: ed cos che talvolta nel rapporto medico/paziente quest’ultimo regredisce e racconta bugie goffe e assurde, come uno scolaretto davanti alla maestra. Lo studio dell’Universit dello Utah infatti ci suggerisce che otto persone su dieci, dei 4.500 presi in esame, mentono al dottore. Le ragioni sono tante, ma la pi forte si riferisce al giudizio del professionista, la cui stima diventa qualcosa di molto prezioso e corteggiato. Tanto da indurre alla menzogna nel tentativo di apparire migliori.  “Lei fuma?” – “Certo che no”. “Ha fatto gli esercizi?”- “Tutti i giorni”. “Ha preso le pastiglie? – Mai dimenticate”. “E la dieta?”- “Oh la dieta molto corretta”. “Droghe nulla vero?”- “Ci mancherebbe”. Sono solo alcune delle fandonie propinate ai medici, che talvolta incastrano il paziente-Pinocchio dall’odore di fumo, da un sovrappeso sospetto per chi ha una dieta salutare o da valori incompatibili con l’assunzione corretta dei farmaci o con la non assunzione di altre sostanze. 

Come si rimedia?

Come rimediare a questa grave lacuna? Certamente occorre una sensibilizzazione del paziente, che deve capire che la bugia nello studio del dottore ha le gambe ancor pi corte che in altri ambiti. Ma non solo l’atteggiamento del paziente a dover cambiare. I numeri allarmanti divulgati dalla ricerca dei ricercatori dello Utah suggeriscono che forse anche dall’altra parte c’ un atteggiamento inadeguato. Il medico non deve sembrare giudicante e deve indurre il paziente a “confessare”, incoraggiando il rapporto diretto e impegnandosi nella comunicazione a due sempre basilare. 

E in Italia?

Angela Fagerlin, la studiosa che ha guidato lo studio, sottolinea che il boomerang proprio il desiderio di piacere e di essere valutati positivamente. Tanto vero che il paziente genericamente pi bugiardo spesso giovane e con poca autostima. Il fenomeno non solo americano. Un’indagine realizzata qualche tempo fa dalla piattaforma MioDottore che si occupa di prenotazioni online ribadiva per l’Italia percentuali di pazienti mendaci simili all’America. La comunicazione tra medico e paziente cruciale, in una direzione e nell’altra. fondamentale dunque formare dei professionisti capaci di dialogare, cos come importante che il paziente abbia uno scarso coinvolgimento emotivo con il professionista della salute, che deve percepire in modo acritico. Non serve a nulla dire che non si fumato per fare bella impressione e negare a noi stessi il vizio. Senza contare che l’odore di fumo si sente benissimo.

1 dicembre 2018 (modifica il 2 dicembre 2018 | 10:45)

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Autore dell'articolo: admin