Ospedale Meyer, la cura dei piccoli pazienti inizia dall’accoglienza


Una struttura immersa nel verde, dove i bambini e i familiari che devono affrontare un periodo di ricovero in ospedale possano sentirsi come a casa, dalla fase di pre-ricovero, durante il percorso assistenziale, fino alle dimissioni. Sar un padiglione completamente dedicato all’accoglienza e al supporto dei piccoli pazienti e dei loro genitori il Family Center Anna Meyer che  sorger accanto all’ospedale pediatrico di Firenze, centro di riferimento nazionale di alta specializzazione per patologie complesse che colpiscono i bambini. Per realizzare il nuovo edificio, la Fondazione Meyer ha lanciato una campagna solidale: fino al 10 marzo si pu contribuire con una donazione di 2 euro inviando un sms al numero 45513, oppure di 5 o 10 euro chiamando da rete fissa. L’inaugurazione del Family Center prevista per il 13 dicembre, giorno della morte di Anna Meyer (1883) cui dedicato l’ospedale pediatrico.

A misura di bambino

Il padiglione, che sar costruito su 500 metri quadrati in linea con l’architettura del complesso ospedaliero “a misura di bambino”, sorger nel parco prima dell’ingresso dell’ospedale, integrandosi con l’ambiente circostante in modo ecosostenibile. Il Family Center ospiter l’ufficio relazioni con il pubblico e funger da punto di raccordo per tutti i servizi di supporto necessari ai piccoli pazienti e ai loro genitori in un momento cos delicato come quello che precede il ricovero. Qui le famiglie potranno incontrare gli operatori – assistenti sociali, psicologi, infermieri, insegnanti, associazioni di volontariato e dei genitori – in un ambiente accogliente. Gli spazi, ideati come un grande open space ma nel rispetto della privacy, saranno modulabili in base alle diverse esigenze. Oltre agli uffici, ci saranno aree dedicate all’attesa e ai colloqui riservati, giochi, schermi, wi-fi. 

3 pazienti su 10 da fuori Regione

Il 30 per cento dei nostri pazienti (su un totale di 33 mila ricoveri l’anno) proviene da fuori Regione – riferisce il direttore generale del Meyer, Alberto Zanobini –. I genitori, oltre a essere preoccupati per la salute del bambino, spesso si sentono spaesati, per esempio devono trovare un alloggio, i loro figli devono proseguire gli studi, hanno bisogno di parlare con uno psicologo o altri genitori che hanno vissuto o vivono la stessa esperienza. Poi, al rientro a casa, – prosegue Zanobini – possono aver bisogno di servizi sul territorio, per esempio di cure domiciliari. Abbiamo voluto concentrare in un unico spazio servizi di supporto gi presenti ma sparsi all’interno della struttura, ispirandoci alla filosofia di ospedali americani che rivoluziona il concetto di supporto al percorso assistenziale. Attivando tutte le risorse cui i genitori possono attingere, si visto che a beneficiarne la cura dei piccoli pazienti. 

19 febbraio 2019 (modifica il 19 febbraio 2019 | 15:55)

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Autore dell'articolo: admin