Oltre ai due senegalesi fermati ci sono altre 2 persone sotto torchio per la morte di Desirée


Oltre ai due senegalesi fermati ci sono altre 2 persone sotto torchio per la morte di Desirée

Mimmo Frassineti / AGF 


 Il cancello che chiude l’edificio in cui è stata uccisa Desirée




Indagini serrate, molti testimoni e in poche ore è arrivata la svolta nell’inchiesta sulla morte di Desirée, la 16enne trovata morta la scorsa settimana in un edificio diroccato nel quartiere di San Lorenzo, a Roma.

Chi era in quella struttura e ha visto cosa succedeva non ha esitato a parlare e così sono subito finiti in manette Mamadou Gara, 26 anni, e Brian Minteh, 43, ritenuti responsabili, in concorso con altre due persone che devono essere ancora identificate, di violenza sessuale di gruppo, cessione di stupefacenti e omicidio volontario.

Ora è caccia agli altri componenti del branco: dalle indagini è emerso che hanno drogato Desirée con un mix micidiale e poi hanno abusato di lei per ore e più volte quando non poteva più difendersi. L’autopsia ha evidenziato che la 16enne potrebbe essere morta per overdose o per soffocamento e la conferma dovrebbe arrivare dagli esami tossicologici.

“Farò di tutto perché i vermi colpevoli di questo orrore paghino fino in fondo, senza sconti, la loro infamia”, ha twittato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

“Giustizia per Desirée. Grazie alla Procura e alle forze dell’ordine per il fermo di due persone nelle indagini sul terribile omicidio della ragazza. Si cercano altri due complici dell’atroce delitto. Chi ha fatto questo pagherà”. Lo scrive la sindaca di Roma Virginia Raggi sul suo profilo Twitter. 

Il primo fermo era scattato nella tarda serata di mercoledì 24 ottobre, il secondo dopo l’una di notte al termine di un interrogatorio in Questura che era iniziato in mattinata.
Sono una decina le persone ascoltate dal procuratore aggiunto Maria Monteleone, dal pm Stefano Pizza e dal capo della Squadra Mobile Luigi Silipo, fra le tre amiche e un amico che avevano trascorso con Desirée la sua ultima serata.

La 16enne dopo la separazione dei genitori era stata affidata a una nonna a cui aveva detto di essere rimasta a dormire a Roma da un’amica. 

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